DDL Concorrenza, la categoria NCC chiede il distacco dai taxi

DDL Concorrenza, la categoria NCC chiede il distacco dai taxi (Fonte immagine: Pixabay)

A seguito delle proteste dei tassisti delle scorse settimane e dello stralcio dell’articolo 10 del Ddl concorrenza sulla liberalizzazione del settore dei taxi, la Categoria NCC interviene oggi per chiedere il “distacco dai taxi” e che “il Governo ponga nella trattazione in aula del DDL Concorrenza un emendamento che riguardi esclusivamente il comparto NCC“.

“La categoria NCC, costituita da quasi 40mila piccole imprese, con il proprio onesto ed impegnativo lavoro, vive e fa vivere quasi 200mila cittadini italiani votanti. A nessuno di questi quasi 200mila cittadini italiani è sfuggita la manovra con cui, la settimana scorsa, alcuni soggetti politici legati a filo doppio con la corporazione taxi, hanno accontentato chi, con persistente prevaricazione che dura da 12 anni, vuole ridurci alla perdita del nostro lavoro – scrivono le sigle della NCC in un comunicato congiunto. – Noi non abbiamo mai cercato di prevaricare l’altra metà del nostro settore, ma oggi chiediamo di staccarci dai taxi, per evitare che la loro prevaricazione faccia chiudere definitivamente l’attività NCC, nell’apparente indifferenza politica”.

DDl Concorrenza, la posizione di NCC

“Di certo – si legge nel comunicato – nessun NCC è abusivo e non può esserlo, perché dobbiamo avere una rimessa che paghiamo in ciascun comune che ci ha rilasciato l’autorizzazione che, a norma di legge dal 1992 al 2018, abbiamo dovuto conferire in cooperativa con sede effettiva in CCIAA nelle grandi città che non rilasciano NCC da quando è uscita la vecchia legge. Città dove lavoriamo da decenni prenotando e fatturando servizi di alta qualità. […] La vecchia legge doveva essere aggiornata, non riscritta nel 2018 contro la Categoria NCC per mano dagli stessi politici di cui sopra, che pensavano e pensano che noi NCC siamo sacrificabili, a vantaggio di chi interrompe illegittimamente pubblico servizio”.

 

taxi

 

“Tali sommosse di piazza – scrivono le sigle – sembrerebbero nate per contrastare l’apertura del mercato alle multinazionali – ma i taxi da diversi anni utilizzano le multinazionali con App come My-taxi o Free-Now e di recente anche il 3570 lavora con Uber – oltre che per contrastare una temuta liberalizzazione, in verità non ipotizzata nell’art. 10 stralciato dal DDL Concorrenza, e mai chiesta da noi NCC”.

“Tali motivazioni – proseguono – sono fasulle e l’intento dei manifestanti è stato solo quello del mantenimento di privilegi che vanno dal mercimonio illegittimo della licenza di proprietà comunale, alla posizione di egemonia nel mercato dei servizi pubblici non di linea nei grandi Comuni, nonché al consolidamento di posizioni di netto ed illegittimo vantaggio fiscale. Vantaggio di chi fa illegale mercimonio di licenze di proprietà del Comune che le ha rilasciate. Licenze che passano di mano in mano per centinaia di migliaia di euro ciascuna, tra gli stessi tassisti che dichiarano 15mila euro all’anno percepiti in cooperativa, rilasciando poi ricevutine non fiscali su bigliettini pubblicitari su cui si può scrivere qualsiasi importo, non tassato ma inseribile in nota spese”.

Le sigle associative solo NCC: Federnoleggio/CONFESERCENTI – A.N.I.Tra.V. – Comitato A.I.R. – O.R.A. NCC Lazio – FIA Federazione Imprese Autonoleggio/Confindustria Federvarie – FederNcc/Confcommercio Roma – Comitato Sindacale NCC Fiumicino – Sindacato Nazionale LLP – FION Federazione Italiana Operatori Noleggio – FINCC Federazione Imprese NCC – ANC Trasporto Persone – ACNCC – ANCCI Aggregazione Noleggiatori con Conducente Italiani – Associazione 8puntozero – Professione Travel NCC Donne 2030


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