L’ipotesi di eliminare da cibi quali pasta, riso e caffè l’indicazione sul termine minimo di conservazione sarà affrontato dalla Commissione europea a giugno. È quanto annuncia Coldiretti che afferma: “Preoccupa il fatto che il Commissario per la salute ed i consumatori, Tonio Borg abbia evidenziato che i consumatori hanno difficoltà nel comprendere il termine minimo di conservazione indicato in Italia con la dicitura  “da consumarsi preferibilmente entro” e che per questo la Commissione sta preparando una comunicazione sulla sostenibilità del sistema alimentare, che verrà presentata a giugno per identificare le soluzioni atte a risolvere anche questo problema”. L’ipotesi di eliminazione della “data di scadenza” sarà dunque uno dei temi del semestre di presidenza italiana dell’Unione.
Gli agricoltori Coldiretti sono molto critici nei confronti dell’ipotesi. Spiega ancora l’associazione: “Il Consiglio dei Ministri dell’ agricoltura ha dunque discusso il documento presentato da Paesi Bassi e Svezia ha riguardato il termine minimo di conservazione (art. 24 in combinato con Allegato X del Regolamento 1169/2011) prendendo in considerazione la possibilità di estendere l’elenco dei prodotti esentati dall’obbligo di indicazione del termine minimo di conservazione sull’etichetta. C’è effettivamente il rischio che sotto il pressing delle lobby industriali si concretizzi – continua Coldiretti – il solito tentativo dei Paesi del Nord Europa di livellare il cibo sulle tavole europee ad uno standard di qualità inferiore al nostro con la scusa di tagliare gli sprechi alimentari”.
Per l’associazione, la necessità di non sprecare “non può andare a scapito della qualità dell’informazione” in un momento in cui fra l’altro molti cittadini risparmiano sulla spesa e si rivolgono a prodotti a basso prezzo: “le vendite dei cibi low cost nei discount alimentari sono le uniche a far segnare un aumento consistente nel commercio al dettaglio in Italia con un +2,9%”, ricorda Coldiretti.

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1 thought on “Coldiretti: la discussione in Europa sulla “data di scadenza” sarà a giugno

  1. Alla 7^ riga di questo articolo c’è già confusione: il TMC è identificato con “data di scadenza”, che invece è un’altra cosa e non andrà mai eliminatain quanto legata alla sicurezza alimentare.
    Il Termine Minimo di Conservazione (TMC) è invece molto utile ad identificare una flessione delle caratteristiche identificative dell’alimento, a difesa del consumatore ed anche del produttore, e si avvicina in generale alla definizione di Shelf-life. Molto meglio se in tutta la comunità si promuoverà una ‘corretta e leale campagna informativa’ per i consumatori, che ne arricchirà anche l’educazione alimentare, fugando dubbi, ignoranza e fondamentalismi spesso cavalcati dalla stampa scandalistica e quantomeno da figure interessate per finalità inconfessate.

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