Sul fronte della sicurezza dei farmaci, in questi giorni, si sono sollevati due casi abbastanza allarmanti. Il primo riguarda l’Orlistat, il tetra-idro-lipostatica che riduce l’assorbimento dei grassi alimentari, venduto in Italia con i nomi commerciali Alli-Orlistat e Xenical-Orlistat. Secondo l’Agenzia francese del farmaco "diversi casi gravi con problemi al fegato sono stati rilevati su pazienti trattati con Orlistat costretti anche a trapianto del fegato, fino a decessi". Si tratta di un’allerta, in attesa di una nuova valutazione sulla specifica molecola, in corso presso l’Agenzia europea del farmaco (EMA), secondo cui, da quando l’Orlistat è stato messo nel mercato internazionale, ben 38 milioni di persone lo hanno utilizzato.

L’Agenzia francese del farmaco fa presente "la necessità di rispettare strettamente le avvertenze di questi due farmaci" e raccomanda a medici e farmacisti di informare i pazienti sulle possibili conseguenze sul fegato. I pazienti devono immediatamente segnalare al proprio medico tutti i sintomi sul fegato, essenzialmente "stanchezza, ingiallimento della pelle e degli occhi, dolore alla pancia e al fegato". L’Agenzia consiglia "il blocco immediato della somministrazione di Orlistat col sopraggiungere di tali sintomi e di fare un’analisi del fegato".

E a tutela della salute dei consumatori, l’Aduc ha chiesto che analoghe iniziative vengano assunte dal Ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Una nota in tal senso è stata inviata al ministro della Salute, Ferruccio Fazio e al direttore generale dell’Aifa, Guido Rasi.

L’altro caso allarmante riguarda il fluconazolo, usato per il trattamento delle infezioni fungine vaginali. Se il farmaco viene somministrato durante i primi 3 mesi di gravidanza, per un lungo periodo e con alte dosi, può dar luogo a difetti del feto (deformità articolari, labbro leporino, malattie cardiache, alterazioni della forma della testa). A lanciare quest’allerta è la Food and Drug Administration (FDA) americana.

In Italia il fluconazolo è conosciuto anche con il nome di Diflucan e Elazor. Secondo l’Aduc è necessario che gli operatori sanitari siano consapevoli dei rischi potenziali dell’uso del fluconazolo a lungo termine e ad alto dosaggio e informino le pazienti dei pericoli del farmaco se utilizzato durante la gravidanza. Anche su questo l’Associazione ha segnalato il problema al Ministero della Salute e all’Aifa.

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