Siccità, otto proposte da Utilitalia: uso efficiente dell’acqua, riuso, infrastrutture (Foto di Nyoman Suartawan da Pixabay)

Otto proposte dai gestori del servizio idrico per fronteggiare l’emergenza siccità. Si va dalla promozione dell’uso efficiente dell’acqua al riuso, fino alla realizzazione di nuove opere infrastrutturali e al sostegno alla presenza di gestori industriali. Le proposte, che vogliono favorire l’adattamento delle reti idriche al cambiamento climatico, sono state elaborate da Utilitalia, la a Federazione delle imprese dei servizi pubblici le cui associate forniscono i servizi idrici all’80% della popolazione italiana, e vengono lanciate nel giorno della prima riunione del tavolo interministeriale per l’emergenza siccità, la cabina di regia sulla crisi idrica che si svolge oggi a Palazzo Chigi.

«I periodi siccitosi – dice il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – non possono più essere considerati eccezionali. Vanno pertanto affrontati attraverso interventi che favoriscano la resilienza delle reti idriche nell’ambito di un approccio globale che consideri tutti i diversi utilizzi dell’acqua nel nostro Paese, garantendo la priorità all’uso civile».

Per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, le aziende italiane del settore idrico si dicono pronte a mettere in campo investimenti per circa 11 miliardi di euro nei prossimi 3 anni: 7,8 saranno destinati ad interventi per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico delle aree urbane ed una maggiore resilienza delle infrastrutture, e 3,1 miliardi per contrastare il fenomeno delle dispersioni idriche.

«Parliamo – conclude Brandolini – di serbatoi, nuovi approvvigionamenti, riutilizzo delle acque reflue, riduzione delle dispersioni e interconnessioni tra acquedotti. Ma per garantire nei prossimi anni un approvvigionamento sicuro di acqua potabile che, va ricordato, riguarda il 20% degli usi dell’acqua, servono azioni sinergiche che coinvolgano anche il mondo agricolo e interventi non più procrastinabili sul fronte della governance».

Siccità, le proposte di Utilitalia

Quali sono dunque le proposte di Utilitalia contro la siccità?

La prima proposta, informa una nota stampa, prevede di promuovere un uso efficiente dell’acqua, incentivando ulteriormente la riduzione delle perdite e i comportamenti virtuosi. Gli investimenti sono in costante aumento (+22% negli ultimi 5 anni) con un valore pro capite di 49 euro l’anno ma sono lontani dalla media europea che è di circa 100 euro. Nello stesso tempo, dice Utilitalia, in Italia il consumo pro capite di acqua potabile si attesta in Italia sui 215 litri per abitante al giorno, rispetto ai 125 litri della media europea.

La seconda proposta punta alla realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche, ovvero di grandi invasi ad uso plurimo, di invasi di piccole e medie dimensioni ad uso irriguo e di interconnessioni delle reti idriche per favorire l’adattamento e per garantire ad ogni territorio una pluralità di fonti, prevenendo le emergenze future.

La terza proposta si concentra sul riutilizzo efficiente delle acque depurate a fini agricoli o industriali: si tratta, ricorda la Federazione, di un potenziale enorme pari a 9 miliardi di metri cubi all’anno, che in Italia viene sfruttato solo per il 5% e che potrebbe essere impiegato in misura maggiore, laddove economicamente efficiente. Si tratta dello stesso dato ricordato ieri da Legambiente nelle sue proposte per fronteggiare “l’emergenza mai finita” della siccità in Italia.

Per Utilitalia sarà inoltre necessario contrastare l’avanzata del cuneo salino (ovvero il movimento dell’acqua dal mare verso l’entroterra nel corso del fiume) attraverso l’aumento dei volumi delle falde. Lo scorso anno il cuneo salino è risalito di diverse decine di chilometri nel Po, nell’Adige, nel Piave e lungo il Livenza, e l’impinguamento della falda rappresenta una soluzione che contrasta l’immissione di acqua salata dal mare.

La Federazione chiede poi di diversificare la strategia di approvvigionamento dell’acqua, con la produzione complementare di acqua potabile anche attraverso la dissalazione: in Italia le acque marine o salmastre rappresentano solo lo 0,1 % delle fonti di approvvigionamento idrico, contro il 3% della Grecia e il 7% della Spagna. Le altre proposte sono quella di rafforzare il ruolo di pianificazione dei sette distretti idrografici, di sostenere la presenza di gestori industriali e di semplificare le procedure per la realizzazione degli investimenti.


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