bambini con tablet

Adescamento online e pedopornografia, Save the Children: casi in aumento (foto pixabay)

Negli anni della pandemia il fenomeno dell’adescamento online a danno dei minori è aumentato. Nel 2021 sono aumentati di quasi il 50% i casi trattati e sono 531 i/le minori approcciati sul web da adulti abusanti. L’età più a rischio è fra i 10 e i 13 anni ma stanno aumentando i pericoli anche per i bambini sotto i 9 anni, sempre più spesso connessi a giochi di ruolo online. Sono aumentati i casi di pedopornografia online.

Giornata nazionale contro la pedopornografia

Nel corso del 2021 sono stati 5.316 i casi di pedopornografia trattati dalla Polizia Postale, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente (3.243). Cresce anche il numero dei minori approcciati sul web dagli adulti abusanti, pari a 531, in maggioranza con un’età inferiore ai 13 anni (338 minori, quasi il 64% di cui 306 nella fascia 10-13 anni), ma crescono pure i casi di adescamento online dei bambini nella fascia 0 – 9 anni (32 casi).

A snocciolare questi drammatici dati è Save the Children in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, istituita nel 2009, che ricorre ogni anno il 5 maggio.

 

ragazzino con smartphone
Bambini iperconnessi e rischio di adescamento online

 

Punta dell’iceberg di un fenomeno sommerso

Si tratta purtroppo, spiega Save the Children, solo della punta dell’iceberg di un fenomeno sommerso.

I pedofili o groomer (adulti adescatori interessati a minori), che sfruttano la rete e i suoi servizi per cercare di entrare in contatto con bambini e bambine, ragazzi e ragazze sono stati 208, pari al 15% del numero complessivo degli indagati per lo scambio di materiale pedopornografico (1.421 adulti). Sono adulti, prosegue l’associazione, con «una capacità criminale e un modus operandi complessi, basati su una conoscenza approfondita dei linguaggi, delle abitudini d’uso e delle fragilità proprie delle vittime, tale da poter consentire loro di entrare in contatto, condurre l’interazione diretta e governare i rapporti sul web con le bambine, i bambini e gli adolescenti».

È quanto emerge dak dossier L’abuso sessuale online in danno dei minori, a cura del Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (C.N.C.P.O) del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, con la collaborazione di Save the Children. La fascia più colpita è quella preadolescenziale, con un’età compresa tra i 10 e i 13 anni, mentre il genere non incide sui livelli di rischio: maschi e femmine sono pressoché in egual misura al centro di casi di adescamento online intercettati dalla Polizia Postale. In generale i bambini e i ragazzi che usano la rete, sembrano essere più esposti al rischio di adescamento quando usano i social network e la messaggistica.

Adescamento online: conoscere e prevenire

Save the Children insieme alla Polizia Postale ha inoltre lanciato la guida Adescamento online: conoscere e prevenire, rivolta ai genitori o agli adulti di riferimento, per riconoscere e quindi prevenire l’adescamento online dei minori e delle minori.

La guida, redatta insieme all’Unità Analisi Crimini Informatici della Polizia Postale (U.A.C.I) contiene tre sezioni, ciascuna dedicata a genitori di diverse fasce d’età: di bambini e bambine di 0-6 anni; di 6-10 anni; pre -adolescenti di 11-13 anni,

«L’aumento registrato di casi di adescamento online, coincidente con il periodo in cui bambine, bambini e adolescenti hanno trascorso la maggior parte del loro tempo sul web, è un importante segnale che non possiamo sottovalutare – spiega Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children – Deve crescere la rete di prevenzione e di presa in carico delle vittime, rafforzando un sistema di tutela che coinvolga le istituzioni pubbliche, i soggetti privati e il terzo settore. Per diffondere la cultura della prevenzione è fondamentale valorizzare il ruolo educativo dei genitori, che vanno sostenuti nell’accompagnare i figli nell’uso più consapevole, competente e sicuro di Internet e delle tecnologie digitali».


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