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Sondaggio Swg sul fine vita

Il fine vita trova la maggioranza degli italiani favorevole (a determinate condizioni) a una legge sull’eutanasia, favorevole al testamento biologico, d’accordo con la sentenza della Corte Costituzionale sul caso Dj Fabo. Allo stesso tempo, un terzo degli italiani è favorevole al diritto all’obiezione di coscienza dei medici nel caso del fine vita.

È un tema molto delicato, quello legato alla piena libertà di scelta della persona nella fase finale della vita, in caso di malattie terminali e di patologie irreversibili. Quello che emerge da un sondaggio pubblicato oggi da Swg parla di una popolazione d’accordo con la necessità di regolamentare il fine vita e di prevedere, «a determinate condizioni», una legge che consenta l’eutanasia.

 

sondaggio swg sul fine vita
Fine vita, sondaggio Swg, 2019

 

Gli italiani e l’eutanasia

Gli italiani e il tema delicato del fine vita è il tema dell’approfondimento proposto da Swg, con un sondaggio fatto su un campione di mille persone maggiorenni fra il 27 e il 30 settembre. Il primo risultato che emerge è un atteggiamento condiviso di “apertura condizionata” nei confronti di una legge sull’eutanasia.

La domanda che è stata rivolta: lei sarebbe favorevole a una legge che, a determinate condizioni, consentisse l’eutanasia? Il 92% degli italiani complessivamente risponde positivamente, con un importante distinguo: il 45% risponde di sì, il 47% dice che dipende dalle condizioni, solo l’8% oppone un rifiuto.

Si tratta di una valutazione che negli anni è cambiata: il favore all’eutanasia oscilla dal 1997 a oggi, da un minimo del 37% del 2014 al 55% del 2000 e nel 2018 era più alta (50%); molto più dinamica è la percentuale di chi risponde che dipende dalle condizioni, che era del 7% nel 2000 e oggi è salita al 47%. L’opposizione a una legge sull’eutanasia è invece scesa sempre dal 42% del 1997 al 38% del 2000, dal 28% del 2005 all’11% del 2018 fino al dato attuale.

Gli italiani dicono sì alla possibilità di scelta anticipata sulle terapie, quale prevista dal testamento biologico che dà la possibilità di esprimere la propria volontà sulle cure si intende o meno accettare: l’80% degli italiani si dichiara d’accordo, molto il 43% e abbastanza il 37%, mentre solo l’8% è poco o per niente d’accordo.

Dal sondaggio emerge ancora che la maggioranza del Paese è per il diritto di scelta: per il 68% degli intervistati le persone hanno diritto di decidere della propria vita, anche di porvi fine, mentre per il 16% il diritto alla vita è assoluto e non è in mano agli uomini.

 

sondaggio swg corte costituzionale
Sondaggio Swg 2019

 

La sentenza della Corte Costituzionale: italiani d’accordo

Nel dibattito sul fine vita ha svolto un ruolo fondamentale in questi giorni la sentenza della Corte Costituzionale, che si è espressa sul caso di Marco Cappato, leader dell’associazione Luca Coscioni, che rischiava dodici anni di carcere per aver accompagnato in Svizzera Fabiano Antoniani, Dj Fabo, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente.

La Corte Costituzionale ha infatti ritenuto  “non punibile” chi aiuta al suicidio nei casi come quello di Dj Fabo, ovvero di un paziente che soffre di una patologia irreversibile, vive sofferenze fisiche e psicologie intollerabili ed è capace di decidere liberamente e consapevolmente.

Cosa pensano gli italiani di questa pronuncia? Il 78% si dichiara d’accordo con la sentenza, evidenzia il sondaggio Swg. Nel dettaglio, si dice molto d’accordo il 46% e abbastanza d’accordo il 32%, mentre solo il 6% si dice poco d’accordo e il 4% per niente.

L’obiezione di coscienza

Un altro dato che va sottolineato è che un terzo degli italiani è favorevole all’obiezione di coscienza per i medici. Alcuni medici hanno espresso la volontà di obiettare “e di non dover causare materialmente la morte di un paziente grave” (così nella domanda posta dal sondaggio). Il 35% degli intervistati ha risposto che “il medico dovrebbe avere diritto di scegliere, come avviene già per altre pratiche”. Il 33% afferma espressamente che “al di là delle loro convinzioni etiche i medici si dovranno comportare come previsto dalla sentenza”. Il 19% afferma che “lo Stato dovrebbe formare dei professionisti che si occupino direttamente di questa pratica”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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