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Azione contro la fame, la mobilitazione in vista della Giornata mondiale dell'alimentazione

Malnutrizione e fame avanzano. La pandemia da coronavirus sta diventando anche emergenza alimentare. Fame e denutrizione sono la principale causa delle morti infantili nel mondo, perché la denutrizione rende più vulnerabili alle malattie. Ogni 13 secondi un bambino muore per fame o per una malattia legata alla fame. È il quadro terrificante ricordato dall’organizzazione internazionale Azione contro la Fame, che in vista della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre lancia un appello alla comunità internazionale e mobilita aziende, ristoranti e cittadini per agire contro l’insicurezza alimentare.

La richiesta è quella di tradurre in un piano operativo concreto il Nobel per la pace dato al World Food Programme e condividere un programma decennale per quell’obiettivo di Sviluppo sostenibile, Fame Zero al 2030, che si sta allontanando sempre di più.

 

 

Fame: i numeri del disastro

La fame si sta aggravando a causa della pandemia. I dati internazionali disponibili dicono che oggi quasi 690 milioni di persone sono affamate, con un aumento di 60 milioni di persone negli ultimi cinque anni dopo diversi anni di flessione. Altri 265 milioni di persone rischiano di essere trascinati, entro quest’anno, in una situazione di grande vulnerabilità a causa della pandemia che aggrava denutrizione e malnutrizione. Di questo passo entro il 2030 circa 840 milioni di persone saranno affamate (SOFI).

Il futuro dei bambini è in pericolo.

Lo scorso anno, ricorda Azione contro la fame, «5,2 milioni di bambini con età inferiore ai cinque anni (14.000 bambini al giorno) sono morti a causa di malattie prevenibili, tra cui anche quelle collegate alla malnutrizione (UNICEF, 2020). La fame e la denutrizione contribuiscono, oggi, a quasi la metà delle morti infantili globali (45%, 2,3 milioni di bambini). Il perché è presto detto: la denutrizione può rendere i bambini più vulnerabili alle malattie. Del resto, ogni 13 secondi, un bambino muore per fame o per una malattia legata alla fame. Un bambino malnutrito, d’altra parte, ha nove volte più probabilità di morire di un bambino sano».

L’appello di Azione contro la fame

3600 giorni per impegnarsi davvero a raggiungere Fame Zero entro il 2030. Questo l’appello di Azione contro la fame.

«Dopo la significativa assegnazione del premio Nobel per la Pace al World Food Programme, nostro partner in numerosi Paesi, occorre adesso sostenere, concretamente, i programmi promossi da chi, da decenni, opera con l’obiettivo di ridurre l’insicurezza alimentare determinata non solo dai conflitti in corso ma anche dai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze socioeconomiche e dall’attuale emergenza coronavirus – ha detto Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame – Se facciamo riferimento ai dati che riguardano la fame e la malnutrizione nel mondo, tanta è ancora strada da fare per raggiungere lo ‘zero hunger’ tracciato dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Occorre, dunque, condividere una road map decennale con un programma condiviso da comunità internazionale, ‘umanitarie’ e governi locali capace, in 3.600 giorni, di dare vita a un mondo più equo, sostenibile e nutrito».

La mobilitazione di imprese, ristoranti e cittadini

La mobilitazione riguarda anche ristoranti, imprese, cittadini. Le aziende sono state mobilitate e invitate a partecipare alla sfida digitale #ConnectedagainstHunger.

È un grande evento globale in cui, attraverso la collaborazione con la piattaforma SquadEasy, Azione contro la Fame ha messo a punto una App che mira a coinvolgere il mondo del business in un grande impegno comune teso, da un lato, a incoraggiare l’attività sportiva in sicurezza e, dall’altro, a consentire a milioni di bambini malnutriti di ricevere cibo e acqua pulita nell’emergenza coronavirus. Hanno aderito gruppi internazionali e un migliaio di dipendenti che si impegneranno nelle discipline sportive previste (corsa, camminata, ciclismo) sostenendo così i programmi dell’organizzazione.

Sempre il 16 ottobre, Giornata mondiale dell’alimentazione, scatterà la campagna “Siamo tutti sulla stessa…tavola”, che introduce l’edizione 2020 di “Ristoranti contro la Fame”. L’iniziativa si chiuderà alla fine dell’anno.

All’interno dei ristoranti che aderiranno , i clienti potranno donare due euro per un “piatto solidale”, 50 centesimi per una “pizza solidale” e altrettanti per una bottiglia d’acqua. In sei anni questa iniziativa ha raggiunto circa mezzo milione di persone e raccolto 350 mila euro, cifra che corrisponde – ricorda Azione contro la fame – al valore di trattamenti salvavita con cibo terapeutico utili per far fronte alle esigenze di 16 mila bambini affetti da malnutrizione.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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