Nuove tecniche genomiche, il Parlamento adotta il suo mandato in nome della transizione verde (Foto Pixabay)
Nuove tecniche genomiche, il Parlamento europeo adotta il suo mandato in nome della transizione verde
Nuove tecniche genomiche in nome della transizione verde e contro il cambiamento climatico: così il mandato negoziale approvato oggi dal Parlamento europeo
C’è il voto del Parlamento europeo sulle nuove tecniche genomiche. Quelle che permettono, ad esempio, di avere banane che non diventano marroni. Così il voto sulle nuove tecniche genomiche promette di avere piante resistenti al clima o che richiedono meno pesticidi – proprio all’indomani del ritiro da parte della Commissione europea del progetto di legge che puntava a dimezzare entro il 2030 l’uso dei pesticidi e dei prodotti fitosanitari chimici nell’Unione.
I deputati hanno approvato oggi la loro posizione sulle regole per le nuove tecniche genomiche, che alterano il materiale genetico per “sviluppare piante più resilienti”. Il mandato per i negoziati con i governi UE sulla proposta della Commissione relativa alle nuove tecniche genomiche (NGT) è stato approvato con 307 voti favorevoli, 263 contrari e 41 astensioni. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri sulla legge finale.
Nuove tecniche genomiche vs cambiamento climatico
Quali i cardini della proposta? Ci sarà una procedura di autorizzazione semplificata per le piante NGT considerate equivalenti a quelle convenzionali mentre le altre piante NGT rimarranno soggette ad autorizzazione ed etichettatura obbligatoria. Si propone anche il divieto di brevetto delle piante NGT.
«Le NGT sono fondamentali per rafforzare la sicurezza alimentare dell’Europa e rendere più verde la nostra produzione agricola – ha detto la relatrice Jessica Polfjärd – Le nuove regole consentiranno lo sviluppo di varietà vegetali migliorate che garantiranno rese più elevate, saranno resistenti al clima o richiederanno meno fertilizzanti e pesticidi. Mi auguro che gli Stati membri prendano presto posizione, in modo da poter adottare le nuove norme prima delle elezioni europee e dare agli agricoltori gli strumenti necessari per la transizione verde».
Varietà resistenti al cambiamento climatico per un sistema alimentare più sostenibile. Non è quello che pensano le associazioni riunite nella Coalizione Italia Libera da Ogm per le quali si tratta di una deregolamentazione degli Ogm.

Nuove tecniche genomiche, no etichettatura per le NGT 1
Ad oggi tutte le piante ottenute con le nuove tecniche genomiche sono soggette alle stesse regole degli organismi geneticamente modificati (OGM). La proposta chiede in pratica di avere due diverse categorie con due normative distinte: da un lato le piante NGT di categoria 1, considerate “prodotte con modifiche genetiche equivalenti a quelle delle piante convenzionali”, che verrebbero esentate dalla maggior parte dei requisiti di sicurezza sugli Ogm, dall’altra le piante NGT di categoria 2 che invece manterrebbero la procedura di autorizzazione e l’etichettatura obbligatoria dei prodotti.
Tutte le piante NGT dovrebbero invece continuare ad essere vietate nella produzione biologica.
Non è prevista etichettatura obbligatoria per le NGT 1. I deputati chiedono alla Commissione di presentare una relazione sulla “percezione delle nuove tecniche da parte di consumatori e produttori”, 7 anni dopo l’entrata in vigore.
La proposta comprende ancora il divieto assoluto di brevettare le piante NGT (tutte e due le categorie), “il materiale vegetale, le loro parti, le informazioni genetiche e le caratteristiche dei processi in esse contenute, per evitare incertezze giuridiche, aumento dei costi e nuove dipendenze per agricoltori e allevatori”.
AGGIORNAMENTO
A sera arriva un corrigendum sulla nota del Parlamento europeo in cui si legge: “I deputati vogliono invece mantenere l’etichettatura obbligatoria dei prodotti derivati dalle piante sia NGT 1 che NGT 2“.

