NGT

bay.com/it/photos/grano-campo-tramonto-2391348/ (Foto Pixabay)

Si attende per oggi il voto del Parlamento europeo sulle Nuove tecniche genomiche, o nuovi Ogm, che “potrebbe cancellare etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio” per i nuovi Ogm, contaminare ambiente e agricoltura, togliere il diritto di scelta ai consumatori. È la posizione espressa da 42 organizzazioni dell’agricoltura contadina e biologica, ambientaliste, dei consumatori e della società civile riunite nella Coalizione Italia Libera da OGM.

Le associazioni hanno lanciato un appello a tutti gli europarlamentari italiani che saranno chiamati a votare quella che viene definita “la proposta di deregolamentazione degli OGM ottenuti da nuove tecniche genomiche (New Genomic Techniques – NGT)”. E l’appello è: “tutelate il principio di precauzione, i diritti degli agricoltori e dei consumatori, il diritto di moratoria per gli stati. Le elezioni sono vicine e questo voto verrà ricordato”.

Nuove tecniche genomiche, le proposte dell’Europa

Il voto espresso in Commissione Ambiente del Parlamento europeo a gennaio prevede una procedura semplificata per le piante NGT considerate equivalenti alle piante convenzionali, mentre le altre dovranno seguire la legislazione, più rigorosa, sugli Ogm.

Con “nuove tecniche genomiche” si fa riferimento a insieme di tecniche che alterano il materiale genetico di un organismo. Queste tecniche non esistevano ancora nel 2001, quando è stata adottata la legislazione dell’UE sugli organismi geneticamente modificati (OGM). La proposta dell’Europa è quella di considerare una parte di queste piante, le NGT che potrebbero essere presenti anche in natura o essere prodotte con tecniche di selezione convenzionali, come fossero piante convenzionali, con una deroga alle prescrizioni della normativa in materia di OGM. Per le piante di questo gruppo non è prevista l’etichettatura obbligatoria per i consumatori. Tutte le piante NGT dovrebbero rimanere vietate nella produzione biologica. E si propone il divieto di brevetti.

 

Nuove tecniche genomiche, l’Europa va avanti. Associazioni: “Deregolamentazione degli Ogm” (Foto Pixabay)

 

A rischio il principio di precauzione, la tracciabilità e l’etichettatura

La posizione europea sulle nuove tecniche genomiche viene invece denunciata come una vera e propria “deregolamentazione dei nuovi Ogm” ottenuti con queste tecniche da parte di numerose associazioni della società civile.

La Coalizione Italia Libera da Ogm denuncia che “le regole vigenti dal 2001 per la commercializzazione di organismi geneticamente modificati e il divieto nazionale sulla coltivazione rischiano, infatti, di essere cancellate con un colpo di spugna dal voto dell’Eurocamera. Verrebbero annullati gli obblighi di valutazione del rischio secondo il principio di precauzione, tracciabilità delle modifiche genetiche ed etichettatura dei prodotti finali al consumatore. La spinta verso questa scelta irresponsabile nasce dalle organizzazioni dell’agroindustria e dalle imprese sementiere transnazionali interessate a vendere nuovi OGM coperti da brevetti”.

Per la Coalizione la via d’uscita dai problemi agricoli non erano gli Ogm prima e non lo sono le NGT ora mentre “le mutazioni genetiche fuori bersaglio sono all’ordine del giorno con queste biotecnologie, propagandate invece come precise e mirate”.

“Gli interessi in gioco sono grandi: c’è un mercato potenziale di 550 milioni di consumatori che finora non ha voluto comprare OGM e poteva contare su delle etichette obbligatorie sui prodotti per poter scegliere – spiega la Coalizione – E poi ci sono i milioni di agricoltori europei nei 18 paesi che si sono dichiarati “OGM free”. Con una deregulation, rischierebbero la contaminazione dei loro campi da parte di pollini NGT portati dagli agenti atmosferici o dagli insetti impollinatori e rischierebbero ad ogni semina di violare il brevetto di qualche ditta sementiera. La biocontaminazione sarebbe un dramma irreversibile per l’agricoltura biologica, che vieta l’uso di OGM in tutta la filiera”.

Altro problema è la questione del divieto di brevetti cui la Coalizione crede poco: “Non basta dichiarare che questi nuovi OGM non saranno brevettabili, se poi nella realtà occorre una riforma della Convenzione europea sui brevetti che richiede l’unanimità e un percorso di anni. Il Parlamento deve fare regole, non dichiarazioni di intenti”.

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