Ciliegie che passione, ma a che prezzo?
Ciliegie che passione. Ma sarà caro-frutta?
Federconsumatori teme rincari di oltre il 10% sulle ciliegie, che stanno arrivando sui banchi di mercati e supermercati con qualche ritardo per le condizioni del clima. E una produzione che al momento, dice Coldiretti, è in calo del 25%. Aumenti ci potrebbero essere su tutta la frutta
Cambia la stagione, arrivano in tavola le ciliegie. O almeno si spera, considerato che la stagione si presenta anomala, i primi raccolti sono andati persi e si stima già un calo della produzione nazionale di ciliegie del 25%. Una frutta estiva e amata da grandi e bambini, un po’ come le fragole, che quest’anno rischia di risentire in modo particolare dei rincari.
Federconsumatori teme rincari anche del 10% e oltre. Le prime ciliegie comparse sui banchi dell’ortofrutta, in effetti, superano abbondantemente i 10 euro al chilo.
L’impatto del clima sulla frutta
Non ci sono solo le preoccupazioni per l’impatto diretto dei rincari di benzina e carburanti – che avranno un effetto a cascata anche sugli altri prodotti, come denunciato dalle associazioni dei consumatori. A preoccupare le associazioni è anche l’allarme lanciato dagli agricoltori di Coldiretti sui danni che il maltempo avrà nel settore ortofrutta, sia per la scelta dei prodotti da portare in tavola sia per i costi.
Coldiretti ha stimato per ora «la perdita di una ciliegia Made in Italy su quattro ed una produzione nazionale complessiva attorno agli 80 milioni di chili, il 25% in meno».
I primi raccolti di ciliegie, prosegue, sono arrivati sui banchi di mercati e supermercati con una decina di giorni di ritardo per effetto dell’andamento climatico. Ma le ripercussioni dell’andamento anomalo del clima si avranno anche sulle coltivazioni di pesche, albicocche, pere e kiwi.
Caro-frutta su ciliegie & Co
È una valutazione ripresa da Federconsumatori che teme il “caro-frutta”.
«In particolare, per le ciliegie, si prevede un calo della produzione nostrana del 25%, il che fa temere un aumento dei prezzi di tale prodotto anche del 10-12%», sottolinea l’associazione, che dice no a fenomeni speculativi.
Ci potrebbero essere ripercussioni generalizzate sui prezzi di tanti prodotti.
«Non vorremmo, però, che come spesso accade, gli aumenti fossero generalizzati e riguardassero anche produzioni non interessate dai recenti eventi climatici – prosegue Federconsumatori – L’apporto delle vitamine e delle proprietà benefiche della frutta sull’organismo sono estremamente importanti, specialmente in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, per questo sarebbe intollerabile ogni fenomeno speculativo ingiustificato nel comparto agroalimentare. A maggior ragione alla luce della forte situazione di difficoltà che le famiglie stanno affrontando».
Meglio fare attenzione ai prodotti che si comprano e verificarne l’origine, dice l’associazione, che promette di monitorare l’evoluzione dei prezzi segnalare eventuali anomalie.
Le ciliegie comunque stanno arrivando.
«Per i prossimi tre mesi – dice la Coldiretti – sarà possibile consumare ciliegie nostrane con la raccolta che è già iniziata in Puglia per poi risalire lungo lo stivale con le produzioni di Vignola, a seguire il Veneto, fino alle raccolte più tardive di fine luglio nelle vallate del Trentino Alto Adige. L’Italia è il principale produttore dell’Unione Europea con quasi 30mila ettari coltivati situati per il 62% in Puglia, seguita da Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio».
Le ciliegie importante, dicono gli agricoltori, nel 2020 venivano soprattutto da Grecia (oltre la metà), Spagna e Turchia.

