padre e figlio a piedi

Passeggiata genitore-figli

Contrordine, avevano capito male tutti: nessun via libera alla passeggiata sotto casa con i figli. No all’ora d’aria per i bambini ma solo la possibilità di portarseli dietro in caso di necessità per andare a fare la spesa. Il caso sembra contorto… e lo è, stando alle ultime parole arrivate sul tema. E le parole sono del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri sera, durante la conferenza stampa nella quale ha detto di aver firmato il nuovo dpcm che proroga le misure di restrizione fino al 13 aprile, si è soffermato sulla questione della “passeggiata genitore-figli”.

La passeggiata genitore-figli, Conte: “Non abbiamo autorizzato l’ora del passeggio coi bambini”

«Noi non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio coi bambini – ha detto Conte – In fase di interpretazione, abbiamo solo detto che se ci sono figli minori quando un genitore va a fare la spesa si può consentire anche l’accompagno di un bambino. Ma questo non deve essere l’occasione per il genitore di andare a spasso e di avere un allentamento delle misure restrittive».

 

padre figlio sotto casa
Passeggiata genitore-figli sotto casa

 

Passeggiata genitore-figli, il caso

Il caso della passeggiata fa riferimento alla circolare del Ministero dell’Interno del 31 marzo che prevede la possibilità, in sintesi, di fare una camminata sotto casa coi bambini piccoli. Questo è quanto scrive la circolare: «per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre,nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute».

Mentre la nota di chiarimento (c’era stata anche questa) sempre del Viminale diceva: «La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute».

Per aggiungere altra carne al fuoco, ieri nella conferenza stampa della Protezione civile, il presidente della Società italiana di Pediatria e membro del Comitato Tecnico Scientifico Alberto Villani ha risposto a chi gli chiedeva appunto della circolare del Viminale. «Esiste un Dpcm che indica che non è consentito fare assembramenti, non è consentito uscire di casa se non per motivata ragione e tutto resta esattamente come è. Qualora esistano situazioni particolari, e si esca di casa con un bambino rispettando le norme ma perché c’è un motivo per farlo, questo come prima rimane, ma non c’è nessuno motivo per cui un bambino di pochi mesi venga portato a spasso in carrozzella. Questo non va fatto, sarebbe imprudente».

 

Conte: ci sarà una fase 2 e una fase 3

Sempre ieri, in conferenza stampa, Conte ha ribadito che le misure di restrizione rimarranno fino al 13 aprile, come annunciato dal Ministro della Salute Roberto Speranza, e delineato che ci sarà una fase 2 di convivenza col virus e una fase 3 di uscita dall’emergenza.

«Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell’emergenza – ha detto Conte – Oggi abbiamo superato 13155 decessi. Questa è una ferita che ci addolora particolarmente, una ferita che mai potremo sanare. Ecco, non siamo nella condizione, lo voglio chiarire, di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti».

«Siamo sempre in stretto contatto con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, – ha proseguito Conte – i quali ci rappresentano che si iniziano a vedere gli effetti positivi delle misure restrittive sin qui adottate. Ma, ripeto, non siamo ancora nella condizione di potere iniziare ad abbracciare una prospettiva diversa».

«Ho appena firmato il nuovo dpcm che proroga l’attuale regime delle misure sino al 13 aprile. Ci rendiamo conto che richiediamo un ulteriore sacrificio, ma se smettessimo di rispettare le regole, se iniziassimo a ad allentare queste misure tutte gli sforzi sin qui fatti sarebbero vani».

«Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi e il consiglio degli esperti che lo consentirà inizieremo a programmare un allentamento delle misure».

Si valuterà dunque la prospettiva della fase 2 e della fase 3.

“La fase 2 è quella di convivenza col virus, di adottare le misure che pian piano portano all’allentamento, per poi entrare nella fase 3 che è quella dell’uscita dall’emergenza. La fase 3 è il ripristino della normalità delle nostre attività lavorative e sociali. La fase 3 è la fase della ricostruzione, del rilancio della nostra vita sociale ed economica».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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