Carne coltivata, Mattarella firma il ddl. La parola passa alla Commissione Ue (foto Pixabay)
Carne coltivata, Mattarella firma il ddl. La parola passa alla Commissione Ue
Mattarella ha promulgato il ddl che impone il divieto di produrre e vendere in Italia la carne coltivata, con l’impegno del Governo a conformarsi a eventuali osservazioni che dovessero essere formulate dalla Commissione Ue. OIPA: provvedimento ideologico
La normativa che impone il divieto di produrre e vendere in Italia la carne coltivata va avanti. Dopo il via libera definitivo della Camera, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato – in data primo dicembre – il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali”.
“Il Governo – si legge in una nota – ha trasmesso il provvedimento accompagnandolo con una lettera con cui si è data notizia dell’avvenuta notifica del disegno di legge alla Commissione europea e con l’impegno a conformarsi a eventuali osservazioni che dovessero essere formulate dalla Commissione nell’ambito della procedura di notifica”.
Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il 16 dicembre 2023.
Divieto carne coltivata, OIPA: provvedimento divisivo e ideologico
Le associazioni animaliste esprimono da sempre preoccupazione rispetto al provvedimento contro la “carne coltivata”.
“In Italia la “carne coltivata” ancora non c’è e, qualora arrivasse il via libera dell’Efsa alla sua commercializzazione, non farebbe altro che mettere in condizione i consumatori italiani di acquisire il prodotto altrove, dove la ricerca cruelty-free va avanti”, commenta l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), a seguito della promulgazione del disegno di legge da parte di Mattarella.
Per l’OIPA, “appare inoltre demagogico e lontano dalla realtà” quanto dichiarato dalla Presidente del Consiglio alla Cop28.
Giorgia Meloni è intervenuta, infatti, sulla questione relativa alla carne coltivata, dichiarando: “la nostra sfida è non solo garantire alimenti per tutti, ma assicurare alimenti sani per tutti” e che la ricerca “è essenziale”, ma “non per produrre alimenti in laboratorio, magari andando verso un mondo in cui i ricchi possono mangiare alimenti naturali e ai poveri vanno quelli sintetici, con un impatto sulla salute che non possiamo prevedere”. (il Fatto Quotidiano)
Come notare fa l’Oipa, “il via libera a tale produzione determinerebbe un rapido abbassamento dei costi, per via del meccanismo concorrenziale, e sarebbe anche utile al pianeta. Infatti, secondo un’analisi condotta da scienziati dell’Università di Oxford e dell’Università di Amsterdam, la produzione di carne coltivata genererebbe emissioni di gas serra inferiori fino al 96% rispetto alla carne prodotta convenzionalmente e stima che richiederebbe dal 7 al 45% di energia in meno rispetto allo stesso volume di carne di maiale, pecora o manzo”.
“La presidente Meloni, inoltre, usa un termine inesatto – sottolinea l’organizzazione -; l’aggettivo “sintetico” è erroneo, atto a suscitare un’ingiustificata repulsione. In realtà, la carne coltivata è un prodotto che viene realizzato utilizzando cellule animali“.
Ora la parola passa alla Commissione Europea, conclude l’Oipa.

