Euribor manipolato, Assoutenti ammessa al procedimento davanti alla Corte di giustizia Ue (Foto di Mediamodifier da Pixabay)

La Corte di giustizia dell’Unione europea dovrà chiarire gli effetti della decisione della Commissione europea che ha accertato la manipolazione del parametro Euribor da parte di alcune banche. E se verrà confermata la piena rilevanza anche per i contratti a valle stipulati da intermediari non partecipanti al cartello, le banche dovranno risarcire gli utenti coinvolti nella manipolazione dell’Euribor.

È quanto ricorda Assoutenti, annunciando che rappresenterà gli interessi dei cittadini nel procedimento pendente dinanzi la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e relativo ai tassi Euribor manipolati.

L’intervento dell’associazione, spiega una nota, è stato infatti accolto a seguito della decisione della Corte d’Appello di Cagliari di rinviare alla Corte Ue la questione della portata applicativa della restrizione della concorrenza oggetto delle pronunce della Commissione e della CGUE sulla manipolazione dell’Euribor, ovvero se tale intesa vietata dall’art. 101 TFUE rilevi soltanto nel mercato dei derivati o in qualunque mercato sia stato impiegato il parametro Euribor manipolato.7

Il caso dell’Euribor manipolato

Euribor è l’acronimo di “Euro Inter Bank Offered Rate” e, semplificando, è un tasso di interesse che viene calcolato facendo una media fra i tassi delle principali banche europee quando avvengono degli scambi di liquidità fra loro. È un tasso di riferimento per i mercati finanziari, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee.

Nel 2013 e nel 2016 la Commissione europea ha accertato l’esistenza di un cartello bancario volto a modificare artificiosamente l’andamento dell’Euribor tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008. La Commissione, ricorda Assoutenti, aveva accertato un’infrazione unica e continuata nella condotta di alcune banche per aver realizzato un cartello teso ad alterare il procedimento di fissazione del prezzo di alcuni componenti dei derivati e quindi il rendimento medio Euribor, con conseguente aumento dei costi per coloro che avevano acceso mutui o prestiti a tasso variabile.

La Corte di giustizia dovrà chiarire se dalla violazione dell’art. 101 TFUE (e dell’art. 2 legge nazionale n. 287/90) accertata dalla Commissione Europea e confermata dalla Corte di Giustizia possano discendere effetti sui singoli contratti stipulati dai consumatori.

In Italia un’ordinanza della Cassazione aveva dichiarato nullo il tasso di interesse determinato in base all’Euribor manipolato da quattro istituti di credito esteri tra il 2005 e il 2008. Dalla pronuncia della Corte di giustizia dipenderà l’orientamento della giurisprudenza: si apre di fatto uno spiraglio per quanti hanno sottoscritto mutui e finanziamenti indicizzati all’Euribor manipolato nel periodo contestato, con la possibilità di aprire le porte alla restituzione delle somme illegittimamente pagate, e al risarcimenti.

Le Sezioni Unite della Cassazione, con l’ordinanza n. 6943 del 15 marzo 2025, hanno scelto di attendere la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sospendendo in tal modo la decisione sugli effetti della manipolazione Euribor nei contratti di finanziamento.

Assoutenti: rinvio alla Corte è passo fondamentale per la trasparenza

Assoutenti parteciperà ora al procedimento dinanzi ai giudici di Lussemburgo e presenterà osservazioni scritte a tutela dei cittadini coinvolti nella vicenda.

«Il rinvio alla Corte di Giustizia è un passo fondamentale nella nostra lotta per garantire trasparenza nei tassi di interesse applicati ai mutui dei cittadini italiani – afferma il presidente Gabriele Melluso – Se dovesse essere confermata la manipolazione del tasso Euribor in tutti i contratti in cui è stato utilizzato quale parametro, i consumatori avrebbero diritto a significativi rimborsi».

«Riconoscendo ad Assoutenti la qualità di parte processuale, la Corte di Appello di Cagliari ha tecnicamente consentito ad Assoutenti di presentare le proprie osservazioni tecniche e giuridiche sulla questione consentendole di portare al vaglio dei giudici europei l’importante punto di vista delle parti deboli del rapporto contrattuale. Questo passaggio è cruciale per tutelare i diritti dei consumatori italiani ed europei», aggiunge l’avv. Adriano Maffeo.

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