Fwu, Confconsumatori: intermediari e broker responsabili per la vendita di polizze inadeguate (Foto Pixabay per Pexels)
Fwu, Confconsumatori: intermediari e broker responsabili per la vendita di polizze inadeguate
Confconsumatori denuncia la responsabilità di broker e intermediari nella vendita delle polizze vita delle compagnie Novis e Fwu. “Molti risparmiatori recupereranno ben poco”
Confconsumatori denuncia la responsabilità di intermediari, broker e promotori nella vendita delle polizze vita delle compagnie Novis e Fwu, che mettono a rischio i risparmi di tante famiglie. L’associazione sta assistendo oltre 500 persone coinvolte nel crack delle due compagnie. E ha accertato che “i prodotti ceduti, con lo stesso schema contrattuale, prevedevano sia per Fwu che per Novis e sia nelle polizze di ramo 1 (cioè le gestioni separate) che in quelle di ramo III, il caricamento di tutti i costi assicurativi e di distribuzione nei primi 4 o 5 anni di contratto. Questo contrariamente alla prassi delle compagnie italiane e con note informative e kid (key information document, ndr) decisamente carenti sull’argomento e quindi abusive.
Fwu, Confconsumatori: molti risparmiatori recupereranno ben poco
«Siamo di fronte al paradosso – fanno sapere da Confconsumatori – di persone che hanno versato 5 anni di premio e che hanno valori di polizza ridotti al 5% delle somme investite. Altri con 10 anni di premio vedono valorizzata la polizza al 50%. Pertanto molti risparmiatori recupereranno ben poco, a patto che Fwu abbia accantonato correttamente gli importi valorizzati per coprire tutti i valori di polizza, dalla procedura di liquidazione. Questo purtroppo succederà anche agli assicurati Novis se il Tribunale di Bratislava, dinanzi al quale pende istanza di liquidazione della compagnia da oltre un anno e mezzo, procederà con lo scioglimento e liquidazione».
L’associazione punta insomma i riflettori sul modello assicurativo, sulla vendita delle polizze da parte di broker e intermediari e su una serie di criticità nel meccanismo contrattuale, che probabilmente porteranno molti risparmiatori a poter recuperare dalla liquidazione Fwu molto meno rispetto a quanto versato. Per Confconsumatori si apre “uno scenario agghiacciante” per gli assicurati.
«Non possiamo che stigmatizzare la condotta dei venditori italiani, che non potevano non evidenziare ai clienti questa discrasia e quindi l’inadeguatezza dei prodotti venduti. Per questo Confconsumatori – annunciano dall’associazione – concentrerà i propri sforzi anche per individuare precise responsabilità degli 83 venditori di polizze Fwu, come pubblicati dal Sole 24Ore, che paiono essere, in larga parte, gli stessi che hanno piazzato polizze Novis. Non escludiamo il ricorso anche all’azione di classe, soprattutto nel caso di intermediari che abbiano agito su cospicui quantitativi di polizze».
Secondo il Sole 24 Ore, che ha pubblicato alcune indiscrezioni sulla sentenza integrale del Tribunale del Lussemburgo con la quale è stata posta in liquidazione coatta amministrativa la Fwu insurance Life Lux, il gruppo aveva circa 250 mila clienti in tutta l’Unione europea, circa la metà in Italia. Scrive il Sole 24 Ore che “certamente esisteva un forte interesse degli intermediari assicurativi a collocare le polizze unit linked della compagnia Fwu, la cui attività principale consisteva nella vendita di piani di risparmio assicurativo, con premi ricorrenti di importi costanti, anche ridotti, da pagare di norma per una durata variabile anche fino a 30 anni. Le commissioni a favore degli intermediari erano consistenti ed erano infatti previsti ingenti costi d’ingresso”.
Confconsumatori però chiama in causa anche l’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni che per l’associazione «avrebbe dovuto e potuto rilevare l’abusività e mendacità delle note informative lussemburghesi e quindi attivarsi con controlli puntuali degli intermediari italiani, per verificare l’erogazione di consulenza assicurativa secondo buona fede e soprattutto le valutazioni relative al giudizio di adeguatezza fornito dagli intermediari stessi».
Per informazioni e assistenza, i cittadini possono contattare le sedi territoriali di Confconsumatori elencate all’indirizzowww.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori oppure scrivere allo Sportello online dell’associazione:www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/.

Il caso Fwu
Fwu Life è una compagnia assicurativa con sede in Lussemburgo che operava anche in Italia vendendo polizze vita di natura soprattutto finanziaria (unit linked). Il 22 gennaio l’Autorità di vigilanza del Lussemburgo ha annunciato che il piano di risanamento della compagnia di assicurazione Fwu Life era fallito; la stessa Autorità ha presentato al tribunale una domanda di scioglimento e messa in liquidazione giudiziaria della compagnia. Il 27 gennaio ha comunicato che Fwu Life aveva sospeso la riscossione dei premi dei contraenti con effetto immediato dal 23 gennaio 2025. Alla fine di febbraio l’Autorità di vigilanza lussemburghese, Commissariat aux Assurances (CAA), ha pubblicato sul proprio sito ulteriori Informazioni (Frequently asked questions, FAQ) sulla liquidazione di FWU LIFE INSURANCE LUX S.A.
Si chiarisce ad esempio che “entro sei mesi dalla sentenza (e comunque, al massimo, entro il 31 luglio 2025), i contraenti riceveranno una lettera dal liquidatore al loro ultimo indirizzo noto alla compagnia assicurativa. Tale lettera conterrà una dichiarazione di credito precompilata (con l’indicazione dell’importo della domanda ammissibile) e una nota informativa. I contraenti devono firmare la dichiarazione di credito e restituirla entro e non oltre il 31 gennaio 2028, a pena di decadenza”.

