Continuano i problemi per il Prosciutto di Parma. E qualcuno parla di Dop a rischio, fra enti di controllo che non funzionano e prodotti che non rispondono al disciplinare. Sembra che il 30% dei prosciutti di Parma e San Daniele siano falsi Dop. Questa la denuncia della testata specializzata Il Fatto Alimentare. Nei giorni scorsi si sono dimessi in blocco i quattro ispettori dell’Istituto Parma Qualità, l’ente di certificazione del Prosciutto di Parma Dop, anche per protestare contro la sostanziale paralisi dell’attività di controllo. Ma la vicenda è complessa e chiama in causa direttamente uno scandalo denunciato dal Fatto Alimentare già un anno fa: Prosciuttopoli.

I quattro ispettori del Comitato di certificazione (Coce) dell’Istituto Parma qualità (IPq), nominati nell’autunno del 2018 su richiesta del ministero delle Politiche agricole si sono dunque dimessi qualche giorno fa. A maggio gli ispettori avevano evidenziato irregolarità nell’Istituto, l’unico che può certificare e marchiare i prosciutti, sottoposto a una sospensione di tre mesi da parte di Accredia.La seconda, perché un’altra sospensione era stata decisa l’anno precedente dal Ministero delle Politiche agricole dopo la scoperta della commercializzazione e vendita dei falsi prosciutti Dop.

Scrive il Fatto Alimentare: “La bufera che sta sconvolgendo l’ente di certificazione e che impedirà la marchiatura dei nuovi prosciutti non è casuale. È il risultato di una gestione molto disinvolta e di un’inaccettabile conflitto di interessi con il Consorzio del prosciutto di Parma che è socio per circa il 30% dell’IPq”.

Una situazione al collasso da tempo, che rimanda direttamente alla gestione dello scandalo Prosciuttopoli denunciato dalla stessa testata a partire da aprile 2018, con la scoperta che allora circa il 10% dei prosciutti Dop a livello nazionale veniva in realtà da una razza non prevista dal disciplinare (cosce di verro Duroc danese, razza geneticamente differente da quella del suino italiano). Secondo il rapporto 2018 dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) del Mipaaft, le operazioni a tutela delle Dop fatte dalle Procure di Torino e di Pordenone hanno evidenziato numeri definiti “impressionanti”. Si legge nel rapporto: “I numeri delle operazioni sono impressionanti: oltre 300 soggetti segnalati all’autorità giudiziaria; 810.000 cosce sequestrate; circa 480.000 prosciutti esclusi, tramite smarchiatura, dal mercato delle produzioni a Dop; oltre 500.000 cosce smarchiate d’iniziativa da parte di singoli allevatori”.

Uno scandalo stimato in un valore di 80 milioni di euro e che sembra continuare, almeno secondo la denuncia del Fatto Alimentare che solo qualche giorno fa ha scritto: “Prosciuttopoli va avanti, perché nei prosciuttifici continuano a essere stoccate centinaia di migliaia di cosce illegali, destinate ad essere stagionate e vendute come veri prosciutti di Parma e San Daniele Dop.”

La testata cita anche stime per cui il 35% dei prosciutti attualmente stoccati nei prosciuttifici dovrebbe essere smarchiato perché risulterebbe come falso Dop. L’attività dell’Istituto Parma Qualità nel frattempo è di fatto paralizzata. Ci sarà un nuovo direttore ma l’ente adibito alla supervisione, Accredia, sta valutando la situazione e potrebbe anche esautorare l’istituto dai suoi compiti. In tutto questo c’è da valutare quali sono stati e forse saranno ancora i costi pagati dai consumatori, convinti di pagare una Dop che non lo era.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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