bambino mangia un dolce

Nella merenda dei bambini c'è troppo zucchero

Ci sono quattro cubetti di zucchero in una merendina all’albicocca o in una con farcitura al latte. Otto cubetti nello yogurt con i crispies al cioccolato e anche in quello da bere, alla fragola. Dieci cubetti nel succo e polpa di pesca. E uno snack di yogurt vaniglia con palline di farro al cioccolato, porzione grande, arriva a 11 cubetti di zucchero. Bombe caloriche che finiscono direttamente nella merenda dei bambini.

Il conteggio viene dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) di Bolzano, che ha messo online un “quiz sullo zucchero”, con i risultati presentati a parte e una tabella comparativa del contenuto di zucchero presente in una selezione di merende, per sensibilizzare i genitori sul ruolo di una merenda sana e nutriente. Il messaggio di fondo è uno solo: «dite “no grazie” alle bombe caloriche».

 

dolci

 

Bombe caloriche? No grazie

Sugli scaffali dei negozi, e nelle merende dei bambini, finiscono infatti prodotti che hanno una composizione sbilanciata e che danno un apporto di zuccheri troppo alto. Ci sono brioche industriali, yogurt già dolci cui si aggiungono i crispies (le palline di cioccolato), succhi di frutta zuccherati e via dicendo. I limiti per una sana alimentazione senza eccesso di zucchero sono subito sforati, specialmente se questi cibi sono abbinati fra loro.

«Tanti dei prodotti in commercio sono delle vere bombe caloriche, a base di zuccheri – dice Silke Raffeiner, nutrizionista del Centro Tutela Consumatori Utenti – Alcuni prodotti contengono 25, 30 o più grammi di zucchero per porzione. I bambini fra i 7 e i 10 anni non dovrebbero invece assumere più di 40 grammi di zucchero libero al giorno. Una sola porzione di yogurt con “crispies” o di nettare di frutta può, a seconda del contenuto, già fornire il 75% o l’80% di questa quantità. Prodotti molto zuccherati fanno rapidamente salire il livello di zuccheri nel sangue, per poi farlo calare troppo in fretta: non ci si sente sazi a lungo, e la “fame da lupi” torna a fare capolino ben presto».

 

cubetti di zucchero

 

Zucchero senza fine

Sui valori di riferimento, sono merende che danno da sole percentuali comprese fra il 21% e l’81% dello zucchero raccomandato per i bambini. Un problema, considerando i rischi legati all’obesità e alla cattiva nutrizione.

Il 10% al massimo dell’apporto calorico quotidiano dovrebbe venire da zuccheri liberi e, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, è ancora meglio se si riduce la percentuale al 5%. Fra gli zuccheri “liberi” rientrano lo zucchero comune nonché quello contenuto in miele, sciroppi ed altri dolcificanti nonché quello “nascosto” presente negli alimenti lavorati.

«Per i bambini dai 7 ai 10 anni, l’apporto calorico quotidiano necessario è di ca. 1.600 chilocalorie; dovrebbero quindi assumere non più di 40 grammi di zuccheri al giorno. Per gli adulti tale limite è di 50 grammi – spiega l’associazione – Meglio ancora ridurre tali soglie a 20 grammi/giorno per i bambini e 25 grammi/giorno per gli adulti, suggerisce l’OMS. Mangiando ogni giorno una fetta al latte (ca. 8-12 grammi di zucchero per porzione) ed uno yogurt con crispies (24-32 grammi di zucchero per porzione) questo obiettivo diventa irraggiungibile».

Alternative per merenda

Cosa si può preparare per merenda? Se si tiene conto di queste indicazioni, e si cerca di variare un po’, si scopre che le alternative esistono eccome. Frutta e verdura di stagione. Pane e pane di segale, cracker e muesli, yogurt senza zucchero, formaggi. Qualche volta si può aggiungere il prosciutto.

«In Germania si va diffondendo, nelle scuole e nelle strutture collegate, la cd. “mattinata senza zuccheri” – racconta il CTCU – Ai bambini viene consigliato di lavarsi bene i denti dopo la colazione, e fino a pranzo non si consumano né bevande, né alimenti zuccherati, ma soltanto alimenti allo stato naturale che favoriscano la masticazione e bevande senza zucchero».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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