Euribor manipolato, Codici: alcuni tribunali non seguono la Cassazione (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

Non tutti i giudici sono d’accordo su come trattare i casi dell’Euribor manipolato. L’ordinanza della Cassazione del 13 dicembre sul tema della manipolazione dell’Euribor da parte di un cartello di banche, sanzionato dalla Commissione Europea, “sembra essere carta straccia per alcuni giudici”, afferma Codici contestando le sentenze che rifiutano di seguire la strada tracciata dalla Cassazione, che potrebbe aprire a una sorta di risarcimento di massa sugli interessi pagati in base all’Euribor manipolato.

Euribor manipolato, un passo indietro

Un passo indietro per inquadrare la situazione. Nel 2013 la Commissione europea ha confermato che nel periodo 2005-2008 il tasso Euribor, che viene usato anche come riferimento per il tasso dei mutui a tasso variabile, venne manipolato da un cartello di quattro banche estere. Una recente ordinanza della Cassazione ha dichiarato nullo il tasso di interesse determinato in base all’Euribor manipolato.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 34889 del 13 dicembre 2023, ha sancito il principio secondo cui «l’accordo manipolativo del tasso Euribor accertato dalla Commissione europea con decisione del 4 dicembre 2013 produce la nullità dei contratti “a valle” che si richiamino per relationem al tasso manipolato».

Avendo dunque dichiarato illegittimo quel tasso Euribor, la Cassazione ha di conseguenza dichiarato illegittimi tutti gli interessi pagati in base a quel parametro nel periodo compreso fra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008. Così chi ha contratto un mutuo o un finanziamento a tasso variabile basato sull’Euribor tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008 può avere diritto a un rimborso.

Vale per tutti? In realtà sembra che non tutti i tribunali stiano seguendo questa strada. Come spiega un approfondimento su Qui Finanza, “il giudice di Torino sostiene che i contratti di finanziamento stipulati con istituti di credito non coinvolti nell’intesa anti-concorrenziale non possono essere considerati come contratti “a valle” di un accordo illecito. Pertanto, ha respinto completamente le richieste di ricalcolo avanzate dal legale del mutuatario, il quale aveva visto un suo prestito ipotecario non onorato seguito da un pignoramento, e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali”.

Anche il Tribunale di Milano ha respinto una richiesta relativa a due contratti di leasing sostenendo che questo non è collegato all’intesa vietata.

Codici: “Confusione in una situazione chiarissima”

Ma questa interpretazione non piace ai Consumatori. E non piace a Codici che si sta mettendo a disposizione con i propri esperti per valutare la possibilità di richiedere il rimborso sulla base di quanto stabilito dalla Cassazione sulla manipolazione del tasso Euribor.

«Si sta creando confusione in una situazione che invece è chiarissima – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e, come capita spesso in questi casi, a rimetterci sono i cittadini. Nelle ultime settimane prima il Tribunale di Torino e poi il Tribunale di Milano si sono contraddistinti per sentenze che vanno nella direzione opposta a quella indicata dalla Cassazione. I reclami presentati sono stati respinti con provvedimenti che lasciano allibiti. E c’è da dire che in particolare i giudici lombardi troppo spesso hanno orientamenti filo-imprese. Fortunatamente c’è chi segue la strada tracciata dalla Suprema Corte e questo fa ben sperare in una vicenda sicuramente intricata, ma dai contorni netti. Non c’è possibilità di andare fuoristrada».

Prosegue Giacomelli: «La Cassazione ha dichiarato la nullità del tasso Euribor e, quindi, di tutti i pagamenti effettuati a titolo di interessi su mutui, finanziamenti e leasing stipulati precedentemente o nel corso di quel triennio e questa ordinanza ha avuto un’eco notevole. Non poteva essere diversamente, visto che si apre ad un risarcimento di massa. Abbiamo ricevuto tante segnalazioni, stiamo seguendo molti casi e fortunatamente non tutti i giudici seguono l’orientamento di quelli di Torino e Milano. Sono arrivate sentenze sulla scia dell’ordinanza della Cassazione, ad esempio da Trieste, Cagliari e Catanzaro. Ciò fa ben sperare per pronunciamenti che tutelino i cittadini, perché sono loro le vittime in questa vicenda, non le banche».


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