Digital life, Censis: italiani soddisfatti, ora serve superare le diversità di accesso

Digital life, Censis: italiani soddisfatti, ora serve superare le diversità di accesso

Il bonus internet è utile ma non deve diventare un regalo alle compagnie telefoniche. È la posizione espressa dal Movimento Difesa del Cittadino che interviene così sul piano voucher, previsto dal Governo, per garantire servizi di connessione Internet in banda ultra larga da parte delle famiglie con Isee inferiore a 20 mila euro.

Bonus internet, si parte

Il lancio delle offerte che potranno accedere al bonus internet partirà dal 9 novembre. Quella la data indicata dal Comitato banda ultra larga (Cobul) presieduto dalla Ministra per l’innovazione Paola Pisano, per attivare le offerte di connessione veloce internet e per dotarsi di personal computer o tablet.

Il bonus internet può arrivare fino a 500 euro, sotto forma di sconto, sul prezzo di vendita dei canoni di connessione ad internet in banda ultra larga per un periodo di almeno dodici mesi e, ove presenti, dei relativi servizi di  attivazione, e per la fornitura  dei dispositivi elettronici, tablet o pc. E potrà essere richiesto dalle famiglie con Isee non superiore a 20 mila euro.

 

Da novembre i primi voucher per internet, pc e tablet

 

I problemi del bonus internet

Sono diversi i problemi sollevati dalle associazioni dei consumatori (e dai rivenditori di elettronica) nei confronti del piano voucher per le famiglie meno abbienti e del bonus internet così come è stato previsto.

Una delle questioni, sollevata dal settore dell’elettronica di consumo, riguarda il fatto che solo gli operatori telefonici potranno gestire l’intero processo relativo al bonus banda larga, non solo la parte che riguarda la connessione ma anche la consegna di modem, pc e tablet in comodato d’uso. Le associazioni dei consumatori dal canto loro sottolineano la necessità di non vincolare l’utente a un modem o tablet fornito dall’operatore telefonico ma di garantire la libertà di scelta del consumatore.

In questa direzione si è mosso anche il Movimento Difesa del Cittadino.

Dice il presidente Francesco Luongo: «Purtroppo il Bonus Internet, che dovrebbe aiutare le famiglie ad accedere alla banda larga vitale nell’ emergenza COVID-19, tra didattica a distanza e smartworking, rischia di trasformarsi in un regalo alle compagnie telefoniche in violazione del diritto alla Net Neutrality ed alla libertà di scelta dei consumatori».

Come usare il bonus internet

Il lancio delle offerte, come detto, partirà il 9 novembre. È già online il PDF della domanda per il buono che i consumatori dovranno compilare allegando una fotocopia del documento di identità, una del codice fiscale di chi effettua la richiesta e il contratto già in essere (se sottoscritto), con profilo di servizio inferiore a 30 Mbps. Infratel Italia, delegata dal Governo alla erogazione materiale del contributo, approverà entro il 7 novembre le offerte caricate dagli operatori sulla piattaforma ad essi riservate.

La somma prevista dal bonus internet, fino a 500 euro, «potrà essere utilizzata – ricorda MDC – per sottoscrivere un nuovo contratto per il servizio di connettività con un operatore, chiedendo al tempo stesso l’ottenimento di un modem, un computer o un tablet, che però sarà solo in comodato d’uso, scelto e fornito sempre solo dalla compagnia; inoltre il device non potrà essere acquistato liberamente dal consumatore presso punti vendita fisici oppure on line. Questa limitazione sarà fortemente lesiva per i consumatori, esponendoli, secondo il Movimento, a possibili penali e clausole vessatorie di ogni genere qualora volessero recedere dal contratto».

L’associazione di consumatori rilancia dunque l’invito già espresso dalla Free Modem Alliance al Comitato Banda ultra larga (Cobul) «a rivedere il sistema di erogazione dei buoni predisposto nel Regolamento di Infratel nella parte dell’acquisto di pc, modem e tablet, sganciandolo dalla compagnia telefonica per evitare rischi di lock-in già paventati dall’Antitrust».

Il digital divide in Italia

Oltre alla libertà di scelta dei consumatori e a questioni di carattere concorrenziale, c’è il tema del digital divide, di un divario digitale che corre in Italia e che difficilmente sarà intaccato dal bonus internet.

MDC ricorda le dimensioni di questo divario:  il 33,8% delle famiglie italiane è privo di computer o tablet e solo per il 22,2% ogni componente ha a disposizione un device, che certo non basta con l’esigenza di lavorare da casa e sostenere la didattica a distanza. Al Sud, infine, la quota delle famiglie senza computer arriva al 41,6%.


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