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Influencer marketing e Pan di Stelle, l’Antitrust accetta gli impegni di Barilla e dei micro influencer

I micro influencer si impegnano a indicare se i prodotti postati sono un regalo dell’azienda o se sono sponsorizzati. Barilla si impegna a diffondere linee guida sulla corretta condotta degli influencer. L’UNC canta vittoria sul “caso” Pan di Stelle

I micro influencer su Instagram si impegnano a indicare se i prodotti che postano sono un regalo o una forma di pubblicità. E la Barilla si impegna a diffondere linee guida per una corretta condotta degli influencer ingaggiati, direttamente o indirettamente, nella promozione dei propri prodotti. Così l’Antitrust ha pubblicato la chiusura del procedimento e accettato gli impegni di molti micro influencer ritratti con prodotti a marchi Barilla relativi alla linea Pan di Stelle.

Pan di Stelle & influencer marketing

Il tema è quello della promozione sui social media dei prodotti Pan di Stelle e rientra nel fenomeno dell’influencer marketing e della corretta comunicazione ai consumatori. Il procedimento avviato dall’Antitrust ha esaminato la pubblicazione su Instagram da parte di una serie di micro influencer di post in cui erano ritratto prodotti Barilla della linea Pan di Stelle.

La pratica, spiega l’Antitrust nell’ultimo bollettino, «si inserisce nell’ambito del cd. fenomeno dell’influencer marketing che oggi costituisce una modalità consolidata di comunicazione, consistente nella diffusione su blog, vlog e social network (come Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, Snapchat, Myspace) di foto, video e commenti da parte di blogger e influencer che mostrano sostegno o approvazione (endorsement) per determinati brand, generando un effetto pubblicitario. Tale forma di comunicazione, inizialmente utilizzata da personaggi di una certa notorietà, si sta diffondendo presso un numero considerevole di utenti dei social network anche con un numero di follower non particolarmente elevato».

Nel mondo digitale, spiega ancora l’Autorità, post, tweet, foto e video sui social media coinvolgono emotivamente i destinatari del racconto. Da qui deriva la necessità, se c‘è un rapporto di committenza fra personaggio e brand, di «rendere i consumatori consapevoli del fatto che si trovano di fronte ad un vero e proprio messaggio pubblicitario, e non di fronte ad un racconto spontaneo e disinteressato del vissuto quotidiano del personaggio di turno. In questo settore, dunque, è di fondamentale importanza – prosegue l’Antitrust – garantire ai consumatori la massima trasparenza e chiarezza sull’eventuale contenuto pubblicitario delle comunicazioni diffuse sui social, considerato che il marketing occulto è particolarmente insidioso poiché idoneo a privare i destinatari delle naturali difese attivate in presenza di un dichiarato intento pubblicitario».

 

pan di stelle
La linea Pan di Stelle, immagine tratta dal sito www.pandistelle.it

 

Gli impegni di Barilla e degli influencer

Barilla ha dunque presentato una serie di impegni, fra quali quello relativo alla diffusione da parte delle figure apicali della società di Linee Guida relative all’influencer marketing.

Barilla, dunque, «si impegna a diffondere delle specifiche Linee Guida volte a rendere ancora più chiare ed evidenti le regole di condotta cui gli stessi influencer, direttamente o indirettamente ingaggiati tramite agenzie o da Barilla stessa, dovranno attenersi per garantire la trasparenza della loro comunicazione».

Le line guida richiameranno il principio dell’obbligo di trasparenza della pubblicità, come si ricava dall’Antitrust e dalla Digital Chart dell’Istituto di autodisciplina pubblicitario, e avranno «chiare prescrizioni relative al disclaimer cui devono essere improntate le dichiarazioni degli influencer sui vari profili social, al fine di garantire al consumatore la trasparenza della comunicazione, avvertendolo debitamente, che sta fruendo di contenuti sponsorizzati». Ci sono poi una serie di impegni relativi all’eventuale uso di influencer ingaggiati direttamente da Barilla o indirettamente attraverso il ricorso ad agenzie.

Ci sono anche impegni da parte degli influencer, che indicheranno in futuro se il prodotto postato è frutto di un regalo o se il post è sponsorizzato.

«Qualora in futuro le aziende dovessero inviare all’influencer prodotti in omaggio, senza alcun obbligo di svolgere una qualsivoglia attività di promozione a favore di tali prodotti, lo stesso – si legge nel bollettino dell’Antitrust – si impegna ad inserire nei post contenenti l’immagine o la menzione dei prodotti in questione, hashtag quali #suppliedbybrand o #brandgift o #fornitodabrand, o altra simile dicitura volta a comunicare che il prodotto è stato fornito o regalato dalla società titolare del marchio. Qualora, invece, la pubblicazione del post sui social network rientrasse nell’ambito di un rapporto di committenza e/o collaborazione fra l’influencer e le aziende inserzioniste, lo stesso influencer riporterà nei propri post gli hashtag #pubblicitàbrand o #sponsorizzatodabrand o #advertisingbrand o #inserzioneapagamentobrand».

L’Antitrust ha dunque chiuso il procedimento con l’accettazione degli impegni presentati. E ha argomentato che «le misure proposte da Barilla e da tutti i micro influencer coinvolti risultano idonee a fornire ai consumatori un quadro informativo completo e accurato circa la natura delle loro comunicazioni, esplicitando, ove sussistente, il carattere commerciale e le finalità pubblicitarie delle loro iniziative sui social media, nonché conformando il loro comportamento, in modo permanente, ai suddetti principi generali».

UNC: vittoria importante

Grande soddisfazione viene dall’Unione Nazionale Consumatori, che aveva segnalato i casi e che si sta occupando da tempo delle implicazioni legate all’influencer marketing e alla corretta pubblicità.

«Una vittoria importante. E’ la seconda volta in Italia che, grazie alla nostra battaglia e al nostro esposto, si chiude un procedimento sul fenomeno degli influencer e della pubblicità occulta sui social. Dopo la moral suasion, ora si è passati ad impegni precisi e concreti, sia da parte delle aziende, che degli stessi influencer – ha detto il presidente dell’UNC Massimiliano Dona – Il prossimo passo, in un quadro di regole che ora è sempre più chiaro, saranno le sanzioni per chi viola le regole della trasparenza, unica via per toccare i budget delle aziende inserzioniste».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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