fare la spesa con la mascherina

Effetto Covid sui consumi, 1900 euro di spesa in meno nel 2020

L’emergenza coronavirus e il lockdown appena allentato hanno cambiato le abitudini di consumo e dato nuova spinta al volontariato. Alcuni cambiamenti sono destinati a durare nel tempo, come la crescita dell’e-commerce. Per altri bisognerà seguire le tendenze. È il caso dei negozi sotto casa, riscoperti da molti consumatori alle prese con l’impossibilità di muoversi e, spesso, di raggiungere i grandi supermercati.

In molti si sono affidati alle botteghe di quartiere anche per le consegne a domicilio, organizzate via whatsapp. Nelle difficoltà causate dell’emergenza coronavirus si segnala anche l’impegno di molti, che hanno contribuito a raccolte fondi o anche solo a fare la spesa a chi non poteva uscire di casa, anziani e persone sole.

Sono le due tendenze che emergono da un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo di oltre 1500 adulti e condotta ad aprile.

 

coronavirus passeggiata

 

La riscoperta dei negozi sotto casa

«Il lockdown ha costretto milioni di italiani a stare in casa e di conseguenza a cambiare le proprie abitudini, non solo di consumo ma anche di acquisto, tanto che sono più di 8,6 milioni i nostri connazionali che hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa», dice l’indagine.

Il 19,7% degli italiani, corrispondenti a 8.655.000 persone, ha modificato le proprie abitudini di acquisto e ha riscoperto i piccoli negozi di quartiere, spesso diventati alternativa alle grandi catene e ai supermercati.

A scegliere la bottega sono casa sono stati soprattutto i residenti nei grandi comuni (23,6% fra chi vive nelle città con oltre 250.000 abitanti), i rispondenti del Sud e delle Isole (24%) e quelli con età compresa tra i 55 e i 64 anni (24,3%). Quasi uno su cinque, il 18,3% dei cittadini, ha poi cercato di sostenere i negozi di quartiere (e facilitare la spesa) attraverso le consegne a domicilio. Questa percentuale raggiunge quasi un quarto (24%) fra chi ha più di 54 anni.

Coronavirus, lockdown e volontariato

In due mesi di lockdown, inoltre, in molti hanno sostenuto e aiutato chi si trovava in seria difficoltà. Lo hanno fatto in molti modi, partecipando a donazioni o impegnandosi in attività di volontariato.

Il 17% degli italiani, poco meno di 7 milioni e mezzo di persone, ha contribuito economicamente a raccolte fondi promosse da enti pubblici o privati – hanno donato soprattutto i giovani appartenenti alla fascia d’età 18-24 anni (21,3%) e le donne (18,8% vs 15% fra gli uomini).

Sono diverse le immagini di iniziative comparse in piazze e località d’Italia con buste e “postazioni” di spesa che invitavano chi poteva a donare, chi non poteva a prendere qualcosa. L’indagine segnala che molti hanno partecipato a raccolte di beni di prima necessità consegnati direttamente a persone in difficoltà. Si sono impegnati in quest’attività il 13,6% degli intervistati, percentuale che sale al 19,1% fra i rispondenti con un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, fino a raggiungere il 20,2% nel Sud e nelle Isole.

Fare la spesa per gli altri

Il 14,8% degli italiani (6 milioni e mezzo di persone) si inoltre è offerto di fare personalmente la spesa al posto di anziani, di chi si trovava in situazione di bisogno o non poteva uscire di casa; ad averlo fatto sono state soprattutto le donne (17,9% vs 11,6% fra gli uomini) e persone nella fascia di età 45-54 anni (18,3%).

Oltre il 3%, quasi 1,4 milioni di persone, ha iniziato a fare volontariato in enti o associazioni impegnate nell’emergenza; ancor più lo hanno fatto (5,2%) le persone con età dai 45 ai 54 anni.

Un altro modo di aiutare che si è attivato in questi mesi, anche da remoto, è stato quello di mettere gratuitamente a disposizione le proprie competenze personali o professionali. È il caso del 10,5% di persone che si sono mobilitate nell’aiutare anche a distanza, come chi ha fatto ripetizioni via chat ai ragazzi in difficoltà con la scuola e la didattica online o gli idraulici che hanno aiutato via web a destreggiarsi con rubinetti e perdite d’acqua.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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