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Nel 2020 c’è stato un calo dei casi di malattie zoonotiche riferite all’uomo e delle infezioni veicolate attraverso gli alimenti. Sono diminuiti i casi di campilobatteriosi e quelli di salmonellosi, due delle malattie zoonotiche più diffuse, e le infezioni legate ad alimenti sono crollate del 47%. Perché? Un ruolo decisivo l’ha svolto la pandemia con tutta una serie di misure di distanziamento e limitazione degli spostamenti, nonché con la maggiore attenzione all’igiene.

«Nel 2020, la prima e la seconda zoonosi più segnalate nell’uomo sono state rispettivamente la campilobatteriosi e la salmonellosi. La tendenza dell’UE per i casi umani confermati di queste due malattie è rimasta stabile (flat) dal 2016 al 2020».

Così nel rapporto One Health dell’Ue sulle zoonosi, curato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

 

salmonella
Le zoonosi nella Ue

 

Le malattie zoonotiche

Le zoonosi sono malattie causate da infezioni che si diffondono tra animali e persone. Possono avere diversa gravità, essere malattie lievi oppure letali. Le zoonosi veicolate da alimenti sono provocate dal consumo di cibi o acque contaminati da microrganismi patogeni tra cui batteri, virus e parassiti.

Le più comuni malattie di origine alimentare sono causate da Campylobacter, Salmonella, Yersinia, E. coli e Listeria. Le malattie zoonotiche da alimenti rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica a livello mondiale. Nell’Unione europea vengono riferiti ogni anno oltre 320.000 casi, ma il numero effettivo è probabilmente più elevato.

La contaminazione degli alimenti può avvenire in ogni fase della catena alimentare, in azienda, nella macellazione, nella fase di preparazione, anche in casa se il cibo viene maneggiato o cucinato in modo scorretto.

Le malattie zoonotiche nel 2020

Nel 2020, informa l’Efsa, la campilobatteriosi è stata la zoonosi maggiormente segnalata nell’UE, con 120.946 casi contro gli oltre 220.000 dell’anno precedente. Al secondo posto c’è la salmonellosi, che ha interessato 52.702 individui contro gli 88.000 dell’anno precedente.

Il numero di infezioni veicolate da alimenti è diminuito del 47%. Per spiegare il calo considerevole di malattie zoonotiche riferiti nell’uomo e di infezioni alimentari (tra il 7% e il 53% a seconda della malattia riferita), gli esperti riconoscono il ruolo determinante svolto in Europa dalla pandemia da COVID-19.

«Tra i fattori – informa l’Efsa-  che possono aver causato il calo nelle segnalazioni: i mutamenti avvenuti nel ricorso all’assistenza sanitaria, le limitazioni a viaggi ed eventi, le chiusure dei ristoranti, la quarantena e altre misure di contenimento come l’uso di mascherine, il distanziamento sociale e la frequente disinfezione delle mani».

Di seguito le malattie più segnalate sono state la yersiniosi (con 5.668 casi) e le infezioni causate da E.coli produttore di Shigatoxina (con 4.446 casi). La listeriosi è stata la quinta zoonosi più segnalata (con 1.876 casi) e ha colpito soprattutto persone di età superiore a 64 anni. La listeriosi e le infezioni da virus del Nilo occidentale sono state le due malattie con i più alti tassi di mortalità e ricoveri ospedalieri. La maggior parte delle infezioni da virus del Nilo occidentale contratte in loco sono state riferite in Grecia, Spagna e Italia.

Il rapporto One Health esamina anche le infezioni veicolate da alimenti, ovvero eventi durante i quali almeno due persone contraggono la stessa malattia consumando il medesimo cibo contaminato. Nel 2020 sono stati segnalati, in totale, 3.086 focolai infettivi di origine alimentare. La Salmonella è rimasta l’agente infettivo più spesso rilevato, causa del 23% dei focolai. Le più comuni fonti di salmonellosi sono state uova, ovoprodotti e carne di maiale.

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