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Inflazione ad aprile al 6%, carrello della spesa ancora su e aumenta il prezzo del cibo (foto pixabay)

L’inflazione ad aprile aumenta del 6% su base annua, in rallentamento rispetto al 6,5% del mese precedente (e alle stime preliminari a più 6,2%) e diminuisce dello 0,1% rispetto a marzo. Attenzione però al carrello della spesa che vede i prezzi sempre molto alti.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano e passano da +5,0% a +5,7%, dice l’Istat, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +6,5% a +5,8%).

 

istat prezzi al consumo
Istat prezzi al consumo aprile 2022

 

Inflazione ad aprile e carrello della spesa

Il rallentamento dell’inflazione su base tendenziale, spiega l’Istat diffondendo i dati sull’inflazione di aprile, si deve prevalentemente ai prezzi degli energetici (la cui crescita passa da +50,9% di marzo a +39,5%) ed è imputabile sia alla componente regolamentata (da +94,6% a +64,3%) sia a quella non regolamentata (da +36,4% a +29,8%). Rallentano i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,3% a +2,4%). Accelerano invece i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +1,0% a +5,1%) e quelli dei beni alimentari lavorati (da +3,9% a +5,0%).

Nel dettaglio, i prezzi dei beni alimentari accelerano e passano a più 6,1% sull’anno, più 1,3% sul mese. Rallentano, ma di poco, i prezzi degli Alimentari non lavorati (che passano da +8,0% a +7,8%; +0,8% su base mensile), a causa dei prezzi della Frutta fresca e refrigerata (da +8,2% a +7,7%; -0,9% la variazione mensile) e di quelli dei Vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +17,8% a +12,0%; -0,4% sul mese).

L’andamento su base mensile e il lieve calo dipendono ancora dei prezzi dei beni energetici. Crescono però i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,8%), degli alimentari lavorati (+1,6%), degli alimentari non lavorati (+0,8%).

«La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari – commenta l’Istat – Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%».

Assoutenti: quasi 500 euro in più solo per mangiare

Proprio il carrello della spesa e i rincari degli alimentari sono le voci che più preoccupano le associazioni dei consumatori. Solo per mangiare, stima Assoutenti, una famiglia spende quasi 500 euro in più l’anno.

Il record dei prodotti alimentari, dice il presidente Assoutenti Furio Truzzi, «significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +479 euro annui. Proprio il forte incremento dei listini nel comparto alimentare ha portato, secondo gli stessi dati Istat, ad una forte riduzione dei consumi alimentari da parte delle famiglie, che si sono ridotti del 6% rispetto al 2021».

«Siamo in presenza di una emergenza che conferma tutte le denunce sui rincari dei listini lanciate da Assoutenti nelle ultime settimane – prosegue Truzzi – Temiamo che sui prezzi, oltre all’effetto Ucraina, si stiano registrando in Italia fenomeni speculativi che danneggiano in modo pesante le famiglie. Il Governo non può restare a guardare e, di fronte a questa situazione di crisi, deve adottare misure straordinarie, a partire da prezzi amministrati per i generi di prima necessità come gli alimentari di cui le famiglie non possono fare a meno».

Codacons: stangata di quasi 2400 euro l’anno

La frenata di aprile è un’illusione dovuta alla riduzione dell’energia, dice a sua volta il Codacons.

«I prezzi al dettaglio registrano la cresciuta più sostenuta dal 1990, e la corsa al rialzo dei listini è la più forte degli ultimi 32 anni – dice il presidente Carlo Rienzi – Una inflazione al 6% si traduce in una stangata pari a +2.394 euro annui per un nucleo con due figli, e +1.843 euro per la famiglia “tipo”, e il rallentamento registrato ad aprile è solo una illusione ottica: il ribasso rispetto al dato di marzo è dovuto infatti unicamente alla riduzione delle bollette di luce e gas disposta da Arera, ma tutti gli altri beni e servizi, dagli alimentari ai trasporti, continuano a registrare fortissimi incrementi su base annua».

UNC: per coppia con 3 figli stangata da 2370 euro

I dati, spiega il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona, «dimostrano che il bonus di 200 euro deciso dal Governo per affrontare il caro vita è del tutto inadeguato, è una goccia nel mare, visto che l’inflazione al 6% significa un aumento del costo della vita, per una famiglia media, pari a 1701 euro su base annua, ossia 8 volte e mezzo di più».

«Se consideriamo una coppia con 2 figli, dove entrambi i genitori lavorano e hanno un reddito inferiore a 35 mila euro di reddito e, quindi, avranno un contributo complessivo di 400 euro, l’inflazione determina una stangata da 2118 euro su base annua, oltre 5 volte il bonus. Di questi 2118 euro, 496 servono per il solo carrello della spesa, 918 se ne vanno per Abitazione, acqua ed elettricità, 524 euro per i Trasporti, 479 per prodotti alimentari e bevande», dice Dona.

Per una coppia con 1 figlio, la batosta è pari a 1987 euro, 921 per l’abitazione, 457 per i trasporti, 431 euro per cibo e bevande. Sulle famiglie numerose si abbatte poi una stangata da 2370 euro, 525 solo per il cibo.

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