Caro pasta, vola sopra i 2 euro al kg (Foto di ImageParty da Pixabay)

Il consumatore ha la netta impressione che il prezzo non finisca mai di salire. E ogni volta che passa in rassegna al supermercato l’esposizione della pasta, un brivido corre lungo la schiena al solo pensiero che quel pacco da mezzo chilo che prima costava molto, molto meno di 1 euro, adesso a 1 euro è spesso in promozione (0,90 centesimi spesso, siamo là). Ma quanto costa la pasta post pandemia e durante la guerra? E perché il rincaro sembra non finire mai? Forse perché i prezzi del grano e della pasta non sono allineati, come emerge da diverse recenti analisi che parlano di uno squilibrio fra i prezzi della materia prima e quelli della pasta?

Una recente indagine Assoutenti, sulla base dei dati del Ministero, dice che il prezzo medio della pasta in Italia è oggi di circa 2,13 euro al kg, con un aumento medio del +25,3% rispetto allo scorso anno (quando i listini erano pari in media a 1,70 euro/kg). I prezzi sono relativi a marzo 2023, su dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

 

Rincari beni alimentari, Consumatori: "il prezzo della pasta deve scendere"
Rincari beni alimentari, Consumatori: “il prezzo della pasta deve scendere” (Foto di Couleur da Pixabay)

 

Il caro pasta per città

Ancona è la città dove la pasta ha il prezzo più alto, dice Assoutenti: costa in media 2,44 euro al kg. Cosenza è la città più economica con 1,48 euro/kg. Fra le due città la differenza di prezzo sfiora 1 euro al kg.

Solo in 12 province i listini di spaghetti, rigatoni, penne & Co. risultano oggi inferiori ai 2 euro al kg – sono Lucca, Napoli, Alessandria, Reggio Calabria, Bari, Avellino, Benevento, Catanzaro, Messina, Siracusa, Palermo e Cosenza.

Questa l’analisi dell’associazione, che ha stilato una mappa del caro pasta e si rivolge ora a Mister Prezzi, cui chiede di fare chiarezza sull’andamento dei listini di un prodotto immancabile in tavola.

«La pasta è uno dei beni più amati dagli italiani, con un consumo pari a circa 23 kg procapite in un anno, ed è evidente che listini così elevati incidono sulle tasche dei consumatori – dice il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Se lo scorso anno l’inizio del conflitto in Ucraina aveva provocato una tsunami sui mercati delle materie prime come grano, frumento, mais, ecc., oggi la situazione appare diversa, con le quotazioni che, secondo Coldiretti, sono calate del 30% rispetto allo stesso periodo del 2022. Va poi considerato che i prezzi del grano sono omogenei su tutto il territorio nazionale e si attestano attorno ai 38 centesimi di euro al chilo: non si capisce quindi la ragione di differenze dei listini al dettaglio della pasta così elevate tra le varie province. Per tale ragione abbiamo deciso di inviare il nostro dossier a Mister Prezzi e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, affinché accertino se sulla pasta siano in corso speculazioni o anomalie atte ad alterarne i prezzi al dettaglio».

Pasta, prezzi e rincari

A marzo, in base agli ultimi dati ufficiali, il record del caro-pasta spetta ad Ancona, dove il prezzo medio si è attestato a 2,44 euro al kg – analizza Assoutenti – In seconda posizione ci sono Modena (2,41 euro/kg) seguita da Cagliari (2,40 euro/kg), Bologna (2,39 euro/kg) e Genova (2,38 euro al kg).

La città più economica è Cosenza, dove un chilo di pasta costa in media 1,48 euro, seguita da Palermo e Siracusa (1,50 euro al kg).

La differenza di prezzo fra la città più cara e quella meno cara è del 64,8%, pari a quasi 1 euro in più al chilogrammo.

Ancora: se si confrontano i prezzi attuali con quelli in vigore a marzo 2022, si scopre che i rincari più pesanti si registrano in diverse province della Toscana. Il record spetta a Siena, dove un chilo di pasta sale da una media di 1,37 euro/al kg dello scorso anno ai 2,17 euro di oggi, con un aumento del 58,4%. Gli aumenti sono superiori al 50% anche a Firenze (52,8%) e Pistoia (51,8%).


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