Prezzi della pasta, c’è speculazione? (Foto di Nile da Pixabay)

Sui prezzi della pasta c’è speculazione? È la grande domanda che si fanno le associazioni dei consumatori, che hanno denunciato “rincari fortissimi che non sembrano giustificati dalle quotazioni del grano”, come ha detto qualche giorno fa Assoutenti. Secondo un’indagine dell’associazione, il prezzo medio della pasta in Italia è oggi di circa 2,13 euro al kg, con un aumento medio del +25,3% rispetto allo scorso anno (quando i listini erano pari in media a 1,70 euro/kg).

Nei giorni scorsi il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha dato mandato al Garante per la sorveglianza dei prezzi di convocare la Commissione di allerta rapida per analizzare la dinamica del prezzo della pasta. La riunione ci dovrebbe essere domani, 11 maggio.

Speculazione? “Eventi non comprovati”

In vista di questo appuntamento, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha detto: “Abbiamo coinvolto il collega, il ministro Urso che ha competenza nei controlli come noi, e stiamo lavorando insieme per cercare tutte le soluzioni possibili ed evitare qualsiasi accenno alla speculazione” (Fonte: Askanews). A proposito di voci di speculazione da parte dei pastai, Lollobrigida ha dichiarato che “per il momento questo tipo di eventi non sono comprovati da nessuna parte quindi non ci permettiamo di fare denunce se non avendo fatti concreti in nostro possesso”.

“Ad oggi non ho contezza di casi speculativi, che ovviamente perseguiremo nel caso dovessero emergere – ha detto ancora Lollobrigida – Ma esistono delle problematiche che vanno riorganizzate e riordinate partendo dal senso di responsabilità di ogni singolo componente della filiera italiana che è, dal mio punto di vista, una filiera molto corretta e rispettosa del principio delle tutela di ognuna delle sue parti”. (Fonte: Agricultura).

 

Rincari pasta, MIMIT convoca la Commissione di allerta
Rincari pasta, MIMIT convoca la Commissione di allerta (foto Pixabay)

 

Consumatori: i prezzi della pasta salgono da tempo

I Consumatori denunciano, dal canto loro, che i prezzi della pasta salgono da tempo con una dinamica che negli ultimi mesi sembra anche slegata dalle quotazioni del grano.

“Ad aprile abbiamo segnalato al Mimit e a Mister Prezzi alcune anomalie nell’andamento dei prezzi al dettaglio della pasta in Italia – ha detto qualche giorno fa il presidente Furio Truzzi, membro della Commissione di allerta rapida e promotore della denuncia sul caro-pasta – In base al dossier realizzato da Assoutenti, tale prodotto ha subito nell’ultimo anno rincari fortissimi che non sembrano giustificati dalle quotazioni del grano. Ad esempio ad Ancona, città che vanta il prezzo più alto d’Italia, un chilo di pasta costava in media a marzo 2,44 euro (Modena 2,41 euro/kg, Cagliari 2,40 euro/kg, Bologna 2,39 euro/kg, Genova 2,38 euro al kg), e solo in 12 province i listini di spaghetti, rigatoni, penne ecc. risultavano inferiori ai 2 euro al kg”.

I prezzi della pasta (fresca e secca) stanno aumentando ininterrottamente da giugno 2021, denuncia l’Unione Nazionale Consumatori, che interviene sulle parole di Lollobrigida.

UNC:  i prezzi della pasta sono saliti in un anno del 18,2% mentre il frumento scende

«È incredibile che mentre il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso dà mandato al Garante per la sorveglianza dei prezzi di convocare la Commissione di allerta rapida per analizzare la dinamica del prezzo della pasta, il ministro Lollobrigida lo smentisca sostenendo oggi (ieri ndr) che non ha contezza di casi speculativi, in pratica traendo già le conclusioni di quello che doveva semmai attestare la Commissione di allerta giovedi prossimo», ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

«Resta da capire – ha aggiunto – come non si possa parlare di speculazione dal momento che i prezzi della pasta sono saliti in un anno del 18,2%, +1,3% nel solo ultimo mese (da febbraio a marzo, visto che i dati di aprile non sono ancora disponibili), mentre il frumento duro nazionale da aprile 2022 ad aprile 2023 è sceso del 28,3%, il frumento duro extra Ue addirittura del 34,4%».


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