Obesità, oggi la giornata mondiale. Homepage del sito https://www.worldobesityday.org/
Obesità, OMS: crisi sanitaria senza precedenti ma prevenibile
Oggi è la Giornata mondiale dell’obesità. Le persone con obesità sono da 800 milioni a 1 miliardo in tutto il mondo, ed è in aumento l’obesità infantile
Oggi è la Giornata mondiale dell’obesità. La dimensione di questa crisi sanitaria, che l’Organizzazione mondiale della sanità considera “prevedibile e prevenibile”, ha numeri enormi. Le cifre oscillano da 800 milioni a 1 miliardo di persone al mondo che vivono in condizione di obesità. 650 milioni di adulti, 340 milioni di adolescenti, 39 milioni di bambini secondo l’OMS. La tendenza è verso un ulteriore aumento.
L’OMS stima infatti che da qui al 2025 altri 167 milioni di adulti e bambini in più saranno meno sani perché in sovrappeso o obese.
Si stima un aumento dell’obesità infantile del 60% nel prossimo decennio, fino a raggiungere i 250 milioni di bambini entro il 2030 (fonte: https://www.worldobesityday.org/).
La World Obesity Federation prevede che un miliardo di persone a livello globale, di cui 1 donna su 5 e 1 uomo su 7 in tutto il mondo, vivranno con l’obesità entro il 2030. La maggior parte delle persone obese, aggiunge, vive nei paesi a basso e medio reddito e conta numeri in aumento rispetto al 2010.
«I governi di tutto il mondo devono collaborare con l’OMS per sviluppare un piano d’azione globale completo sull’obesità», dice la World Obesity Federation.
Una cosa è certa. L’obiettivo di invertire la tendenza dell’obesità è ancora lontano.
Obesità, OMS: “crisi sanitaria prevedibile e prevenibile”
In occasione della Giornata mondiale dell’obesità di quest’anno, l’OMS esorta dunque i paesi a fare di più per invertire «questa crisi sanitaria prevedibile e prevenibile».
L’obesità è una patologia che investe tutta la persona, corpo e mente. Colpisce il cuore, il fegato, i reni, le articolazioni e il sistema riproduttivo. Porta a una serie di malattie non trasmissibili (NCD), come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione e ictus, varie forme di cancro e problemi di salute mentale. Le persone con obesità hanno anche tre volte più probabilità di essere ricoverate in ospedale per COVID-19.
La chiave per la prevenzione dell’obesità, spiega l’OMS, è agire subito e presto, a partire da una buona alimentazione in gravidanza per seguire con l’allattamento al seno. Contro cui evidentemente gioca il potere del marketing del latte in polvere, che proprio un recente dossier di OMS e Unicef denunciano come “pervasivo, fuorviante e aggressivo” e come un ostacolo per l’allattamento al seno.

Come creare un ambiente che non alimenti obesità?
L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea inoltre l’importanza di un ambiente sano, ovvero di un ambiente che renda accessibile una dieta sana e salutare e restringa il marketing rivolto ai bambini, che promuove cibi non salutari, pieno di zuccheri e sale. Un ambiente, ancora, che promuova spazi per muoversi e fare attività fisica anche molto semplice.
«Allo stesso tempo, i paesi devono lavorare insieme per creare un ambiente alimentare migliore in modo che tutti possano avere accesso e permettersi una dieta sana – scrive l’OMS – Passi efficaci includono quelli di limitare la commercializzazione ai bambini di cibi e bevande ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale, tassare le bevande zuccherate e fornire un migliore accesso a cibo sano e conveniente. Le città e i paesi devono creare spazi per camminare, andare in bicicletta e divertirsi in sicurezza e le scuole devono aiutare le famiglie a insegnare ai bambini abitudini sane fin dall’inizio».
L’OMS sta inoltre lavorando alla velocizzazione di un piano d’azione contro l’obesità che dovrà essere discusso all’Assemblea mondiale della Salute che si svolgerà a maggio.
Il potere pervasivo del marketing alimentare rivolto ai bambini
E proprio quando si parla di marketing alimentare rivolto ai bambini, un recente studio dell’OMS (frutto della revisione di diverse ricerche) «conferma che il marketing dei cibi che contribuiscono a diete non salutari rimane pervasivo e persuasivo e fornisce prove che rafforzano le ragioni per un’azione che limiti il food marketing al quale sono esposti i bambini».
Il marketing alimentare rivolto ai bambini continua a promuovere cibo con tanti zuccheri e sale, alimenti fast food e snack, bevande zuccherate e dolciumi.
«Il marketing alimentare promuove soprattutto cibi che contribuiscono a diete malsane (come “fast food”, bevande zuccherate, cioccolato e dolciumi) e utilizza un’ampia gamma di strategie creative che possono attrarre un pubblico giovane (come sponsorizzazioni di celebrità/sport, personaggi promozionali e giochi)», evidenzia il dossier.
Il food marketing così costruito raggiunge l’obiettivo, se si considera che funziona anche attraverso il coinvolgimento attivo dei minori sui social e ha un impatto sull’atteggiamento verso il cibo e sui comportamenti alimentari dei bambini, favorendo il consumo proprio di quei cibi più pubblicizzati e, come detto, meno salutari.

